Il Bologna ha paura di vincere. Non vi è altra spiegazione. La paura sta diventando una vera e propria fobia patologica, poiché puntualmente la squadra butta via punti preziosi. Premetto che sono di parte, essendo uno zemaniano convinto: amo il gioco offensivo, spregiudicato e il mantenimento di una mentalità aggressiva anche quando si è già in vantaggio. D’altronde sfido chiunque a trovare una promozione in serie A più bella di quella ottenuta dal Pescara di boemiana memoria, nella stagione 2011/2012: 83 punti, 26 vittorie e 90 gol fatti.
E’ vero che noi non abbiamo i giovani talenti di cui erano dotati gli abruzzesi (Insigne, Immobile e Verratti, solo per citarne alcuni), ma quello che manca di base alla truppa di Lopez è la voglia di osare. Ci accontentiamo sempre di un gol, sperando che basti. Il risultato è stato duplice: punti persi a ripetizione negli ultimi minuti e classifica deficitaria.
Ora la panchina dell’uruguaiano è calda e iniziano a circolare i nomi di Delio Rossi ed Edy Reja. Saranno decisive le sfida contro Bari e Catania. La squadra ha una buona truppa di partenza, con la quale il tecnico ha messo in mostra, a mio modo di vedere, ottime cose. Manca certamente una punta da affiancare a Cacia, ma il vero problema sono le riserve.
In panchina chi subentra è decisamente inaffidabile, sia dal punto di vista atletico che da quello motivazionale. Tutta colpa di Lopez? Troppo facile così, non credo sia la strada giusta accanirsi sul tecnico. Se proprio è necessario trovare una colpa nel tecnico è quella di non puntare su qualche elemento della Primavera.
I giovani talenti si creano in casa: vorrei vedere qualche volto giovane e nuovo in panchina. Rischiamo qualcosina di più, caro Lopez, grazie. Adesso c’è in ballo la tua panchina e la tua carriera da allenatore.
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