Alzi la mano chi, dopo il tracollo interno con il Crotone, si sarebbe aspettato un Bologna da 10 punti in 4 partite (di cui 3 in trasferta). Nessuno, probabilmente, e invece la truppa di Lopez ha infilato una serie di risultati utili che da queste parti non si vedevano da tempo immemore, arrivando per la prima volta nella stagione ai piani alti della classifica. Chi aveva parlato troppo frettolosamente di una squadra destinata a lottare per la salvezza dovrà per forza ricredersi, specie dopo una vittoria in trasferta come quella di Latina, conquistata in piena emergenza. La strada verso la promozione è ancora lunghissima, ma il percorso imboccato dai rossoblù nell’ultimo mese è quello giusto.

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Non è un Bologna entusiasmante sotto il profilo dello spettacolo, ma dal punto di vista della solidità e della tenacia questa squadra è quasi inappuntabile. 4 vittorie su 4 raggiunte con il minimo scarto, 1 solo gol subito nelle ultime 4 partite e un ruollino di marcia esterno praticamente perfetto e altri dati sono dati oggettivi che ci dicono che questo Bologna è oramai diventato una squadra quadrata, pragmatica e difficile da battere per tutte. Il gioco arriverà e con esso anche i gol degli attaccanti, all’asciutto da diverse partite. A pensarci bene, il fatto che la striscia di risultati utili sia arrivata di fatto senza il contributo delle due punte titolari (che pure di occasioni ne hanno avute, e nemmeno poche) non può che far guardare al futuro con ancora più ottimismo.

Diego Lopez si sta prentendo una bella rivincita dopo le feroci critiche seguite alle sconfitte interne contro Aquila e Crotone, inframezzate dal pareggio interno contro l’Entella. In tanti hanno parlato troppo in fretta di un allenatore con le idee poco chiare – dimenticando che il tecnico uruguiano si trovava alle prese con una squadra tutta nuova e con una situazione societaria da mani nei capelli – e con poco carattere, mollo. “Mollo? Ma che mollo???” pare aver risposto Lopez nell’ultimo mese, trasformando una squadra timida e impaurita in un’autentica macchina da punti, capace di essere all’altezza anche in partite come quella di Latina, giocate senza poter contare su almeno 4 titolari. Lopez è stato molto bravo nel tenere compatto il gruppo e nel continuare a credere in chi di fiducia in se stesso e nella squadra pareva averne davvero poca e anche fortunato nel trovare strada facendo il decisivo apporto di giocatori inizialmente lasciati in disparte.

Un nome su tutti: quello di Marios Oikonomou, autentico protagonista della resurrezione rossoblù, grazie anche ai due bellissimi gol di testa messi a segno. Anche se è brutto da dire, l’ingresso in campo del greco a Terni per l’nfortunato Paez ha rappresentato la chiave di volta della stagione rossoblù. Sarà stato un caso, ma da quel momento il Bologna non ha più perso una partita, subendo peraltro una sola rete. Le indecisioni che avevano caratterizzato le prime uscite del greco in maglia rossoblù sembrano essere solo un brutto ricordo e, almeno per ora, lo scambio con Capello operato in una situazione di vera emergenza potrebbe essersi rivelato un vero e proprio colpo di genio da parte di Filippo Fusco.

Già, Fusco. Anche lui, come Lopez, non era stato risparmiato da stampa e tifoseria dopo il rovescio interno contro il Crotone. La bontà del lavoro del ds partenopeo - che ricordiamolo ha operato a costo 0, ereditando inoltre la disastrosa gestione Zanzi – sta cominciando pian piano a venir fuori, facendo aumentare i rimpianti per quel che è stato nel recente passato del Bologna. Persino Guaraldi, affidandosi ad una persona come Fusco che il calcio lo mastica eccome, sarebbe quasi certamente riuscito a fare la sua sporca figura nel mondo del pallone. Questo però è il passato, o almeno dovrebbe esserlo proprio da oggi, giorno dello sbarco di Tacopina nella nostra città dopo l’accordo raggiunto con l’attuale compagine societaria.

Da mercoledì una delle più brutte pagine della storia rossoblù sarà definitivamente chiusa e per la prima volta dopo decine, centanaia, addirittura migliaia di anni potremo finalmente guardare al futuro con quello stato d’animo ormai sconosciuto chiamato ottimismo. Il campionato è ancora lunghissimo, il Bologna deve ancora affrontare gran parte delle squadre più forti della serie cadetta e la coppia Tacopina-Saputo dovrà dar seguito alla parola data nelle prossime ore, ma per la prima volta dopo tanto tempo tifare Bologna non sembra più essere quella sorta di maledizione a cui eravamo stati costretti negli ultimi tempi. Finalmente iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel, dopo anni e anni di buio. Dobbiamo ancora farci l'abitudine, ma è una sensazione tanto nuova quanto piacevole.

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