Solo pochi mesi fa l'infortunio, risentimento muscolare, di <b>Robert Aquafresca</b> sarebbe passato quasi del tutto inosservato sotto le due torri vista la posizione marginale che l'ex centravanti del Cagliari sembrava rivestire nei piani del Bologna, inteso come società e tecnico. Ora invece, con Acquafresca titolare inamovibile dell'attacco rossoblu, il suo forfait contro il Carpi capolista nel big-match della tredicesima giornata di Serie B apre un grande interrogativo sulle scelte del tecnico Diego Lopez e preoccupa non poco un Bologna che si scopre povero di punte.

Innanzitutto senza Acquafresca il Bologna potrebbe tornare all'antico 4-3-3 sperimentato a lungo in estate e nelle prime uscite stagionali con Laribi e Troianiello schierati larghi per rifornire di cross il centravanti Cacia. Questa la soluzione più probabile vista la mancanza di una vera e propria spalla dell'ex Hellas Verona in attacco. <b>Ruben Bentancourt</b> infatti appare ancora acerbo e troppo simile come caratteristiche al numero 9 felsineo, mentre <b>Riccardo Improta</b> è appena tornato fra i convocati e non può ancora partire da titolare avendo un'autonomia molto ridotta, pur essendo l'unico calciatore in rosa ad avere le caratteristiche adatte ad agire da seconda punta. Resterebbe <b>Riccardo Pasi</b>, prodotto del vivaio che in questa stagione si gioca tutto, ma a Livorno il suo ingresso è stato alquanto deludente, col ragazzo di Bologna che non ha saputo mai mettersi in luce o mostrare quelle qualità tecniche che ne facevano uno dei prospetti più interessanti del vivaio rossoblu solo qualche anno fa.

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Interrogativi a cui Lopez dovrà trovare risposte immediate e su cui la società dovrà iniziare a ragionare in vista della riapertura del mercato fra due mesi. È ovvio infatti che, nonostante il direttore sportivo Filippo Fusco abbia svolto un ottimo lavoro in estate visto il budget inesistente, a questo Bologna un altro attaccante serva eccome per non spremere troppo i due titolari e far fronte a eventuali infortuni o squalifiche. Di nomi se ne sono fatti tanti in questi giorni - dal duo del Sassuolo formato da Leonardo Pavoletti e Antonio Floro Flores, fino al cagliaritano Samuele Longo passando per la suggestione Kingsley Coman della Juventus – e altrettanti se ne faranno nei prossimi mesi, ma urge che la società inizi a lavorare già adesso per progettare il futuro tecnico-tattico della squadra perché gennaio arriverà in fretta e non ci si potrà far trovare impreparati questa volta, anche per cancellare le ultime sessioni del mercato invernale che a Bologna più che di <i>riparazione</i> furono di indebolimento. Dopo le belle parole, i progetti e gli spot ora serve grande concretezza per far vedere che Tacopina e soci fanno sul serio quando dicono di voler riportare il Bologna dove merita.

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