Partire male? Forse è meglio così. Sicuramente i 10.000 presenti al Dall'Ara domenica sera si aspettavano un epilogo diverso rispetto a quello che si è verificato, sia perchè l'aria che si respirava attorno a questo nuovo Bologna era abbastanza positiva, sia perchè la sfida contro L'Aquila sembrava potesse essere una di quelle partite di inizio stagione fatte apposta per alzare il morale e la consapevolezza nei propri mezzi. E invece così non è stato, si è visto un Bologna contratto, imballato, senza idee, con evidenti lacune difensive e con una difficoltà enorme a creare trame offensive. Differenze con il Bologna dello scorso anno? Nessuna, per il momento, se non negli uomini che sono scesi in campo e per lo spirito di sacrificio che qualcuno di loro ha mostrato.

Vero che si è ancora in fase di preparazione, che la fatica delle settimane di corse si sta facendo sentire e che nessuno si strapperà i capelli di fronte all'eliminazione dalla Coppa Italia. Però dopo la gara di domenica sera dovranno accendersi diversi campanelli di allarme, sia nella mente di Lopez, sia in quella di Fusco. Al di là del risultato, la prestazione del Bologna è stata da brividi, meglio quindi che sia finita con una sconfitta: nel caso si fosse riusciti a ribaltare il risultato, magari alcune delle tantissime lacune che si sono viste, sarebbero state celate sotto il sottile velo della vittoria. Con il risultato sfavorevole, invece, tutto viene alla luce, anche i più piccoli problemi. Starà quindi a Lopez, in questi undici giorni che precedono la trasferta di Perugia, cercare di trovare le soluzioni a questi problemi e presentare una squadra decente nella prima di campionato.

Quanto alle operazioni di mercato da completare, invece, la situazione appare abbastanza chiara: serve un giocatore di esperienza da affiancare a Maietta in difesa, e serve un attaccante esterno propositivo, che possa fare la differenza e mettere Cacia nelle condizioni di fare goal. Non mi viene da condannare a priori le scommesse che Lopez sta portando avanti: Oikonomou, Ferrari e lo stesso Pasi non sono scarsi, ma non possono essere considerati nemmeno dei titolarissimi sui quali costruire la formazione tipo di questa stagione. Non sono stati tra i peggiori domenica sera, ma per convincere il mister a contare al 100% su di loro, avrebbero dovuto fare ben altro, perchè il livello sarà più alto di quello che hanno mostrato gli abruzzesi.

Tra tutti gli aspetti negativi della serata di domenica, da un Garics sbeffeggiato continuamente sulla corsia di destra, ad un Matuzalem parso ancora fuori condizione, fino ad arrivare ai vari Laribi e Casarini che hanno corso tanto ma spesso senza logica, un barlume di speranza è arrivato invece da Giannone e Betancourt. Al di là del goal segnato il “10” rossoblù ha messo in luce una buona capacità di corsa e ha fatto vedere che la qualità sicuramente non gli manca; non stiamo parlando di un fenomeno, né di un campione che sicuramente farà la differenza in serie B, ma penso che come cambio a partita in corso, potrà rivelarsi utilissimo nel corso della stagione. L'uruguaiano, invece, è parso più pronto fisicamente di Cacia, ha lottato e in quel breve lasso di tempo che il mister gli ha concesso, ha fatto vedere qualcosa di buono, anche se è prematuro giudicarlo per quei pochi minuti di impiego. Ma la sensazione di positività rimane comunque.

Quello di domenica è stato un banco di prova andato a finire decisamente male, ma che può costituire la svolta per cercare di eliminare quelle lacune che hanno fatto vedere una squadra ancora acerba. Perugia è vicina, ma c'è ancora un po' di tempo a disposizione per mettere le pezze giuste dove è necessario. L'imperativo, però, rimane uno solo: lavorare per migliorarsi.

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