“Che bello è, quando lo stadio è pieno”, impossibile non dare ragione a Jovanotti. Impossibile, secondo me, non lasciarsi contagiare dai cori, dai colori e dall'atmosfera unica che solo uno stadio pieno può regalare. Riempiamolo.

Spingiamo i nostri ragazzi lungo questo derby che profuma di Serie A, il tempo delle scuse è finito. Se il sabato lavori, domenica è la giornata perfetta per costruire una cornice spettacolare. I fatti, oltre le parole. Anche perchè, credo fortemente nell'orgoglio ferito di questa città, credo nella voglia di tornare protagonisti e sentirsi importanti. Il senso di appartenenza alla città, l'amore incondizionato per la maglia, l'orgoglio di “essere bolognese e tifare Bologna” devono sorreggere le ambizioni societarie, oltre che i ragazzi in campo.

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Il secondo tempo di Varese ha regalato a tutti noi una grande reazione caratteriale, sintomo inequivocabile di quanto questo gruppo ci creda e lotti fino alla fine per onorare la maglia. Crediamoci insieme.

Il derby, per quanto sentito, sarà soltanto una tappa (seppur fondamentale) per raggiungere il traguardo finale: nel giro di tre settimane il Bologna affronterà il Livorno in casa e il Carpi in trasferta, non mi sembra ci sia bisogno di aggiungere altro. O meglio: la squadra dovrà assorbire il calore del proprio pubblico per trasformarlo in adrenalina e voglia di vincere.

Come se non bastasse, la febbre incomincia a salire grazie anche al contributo delle memorie e delle partite passate. “Così si gioca solo in paradiso!”, esclamazione divenuta leggenda di Fulvio Bernardini dopo il 7-1 del 1962-1963, ricordata con una certa dolcezza da Pavinato in una video intervista realizzata dal Bfc. Un modo per vivere il derby, i ricordi e la rivalità. Un modo per ricordarci la grandezza di certe gesta, tutt'ora simbolo dei nostri colori.

La promozione in Serie A è il pilastro su cui si potrà basare la realizzazione del nostro destino sportivo, sogni compresi. E' inutile parlare di stadio nuovo e di Europa continuando a giocare all'Ossola di Varese, con tutto il rispetto ovviamente. E' arrivato il momento di spingere letteralmente la nostra squadra alla conquista dell'obiettivo, è il momento di fare la differenza e mandare un chiaro segnale: noi ci siamo, non lotterete da soli. Giocare in uno stadio pieno, o perlomeno davanti ad un pubblico numeroso, aiuta certamente la squadra a rendere al meglio e, perchè no, a superare i propri limiti.

Da questo punto di vista assisteremo ad un derby particolare, potremmo definirlo formato famiglie, considerando anche i 3600 biglietti distribuiti dalla Banca di Bologna tra bambini e i loro familiari. Una manovra intelligente per fidelizzare i piccoli tifosi rossoblù e creare un bel colpo d'occhio allo stadio in settori altrimenti tristemente deserti. Bisogna credere nei tifosi del futuro e spingerli ad avvicinarsi sempre più costantemente al Dall'Ara.

Non nascondo che mi piacerebbe vedere 25.000 persone allo stadio domenica pomeriggio, si ritornerebbe ad assoporare aria di Serie A, tutti insieme. Spegnete Sky, indossate una bella sciarpa rossoblù e venite a fare casino: fino al novantesimo, siamo il dodicesimo.

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