Manca poco un meno di un mese a Natale, ma per il Bologna, anziché iniziare, il tempo dei regali è già finito. Nelle sei partite che restano da qui alla fine del 2014, i rossoblù devono invertire la tendenza delle ultime giornate, nelle quali tante, troppe occasioni sono state gettate al vento, e raccogliere quanti più punti possibili. L’obiettivo non deve essere quello di raccogliere quanti più punti possibili, in attesa del tanto auspicato mercato di gennaio, ma piuttosto quello di concludere l’anno solare in testa alla classifica. Sono troppo ottimista? Può darsi, ma la mia impressione, quella di un Bologna già adesso superiore alle sfidanti per la promozione diretta, non è cambiata nemmeno dopo un mese come quello di novembre, in cui Lopez e i suoi hanno fatto di tutto per gettare al vento quanto di buono costruito nelle partite contro Livorno, Carpi, Brescia e Spezia.
Molto probabilmente, un Bologna più concreto e cinico starebbe guardando già oggi tutte le avversarie dall’alto al basso, ma per fortuna anche le altre squadre che attualmente si trovano nei piani alti della classifica stanno procedendo con il freno a mano tirato: nelle ultime tre giornate, sono state appena 4 le vittorie conquistate dalle squadre che ad oggi occupano i primi 8 posti della classifica, una a testa per Carpi (5-2 al Cittadella), Frosinone (5-1 al Livorno), Livorno (3-1 alla Pro Vercelli) e Trapani (3-2 all’ultimo respiro ieri contro lo Spezia). E così i rossoblù, in caso di vittoria al termine del posticipo contro il Bari, si ritroverebbero tutti soli al terzo posto, a 3 punti dal Frosinone e a 4 dalla capolista Carpi.
Un’occasione da non perdere, anche in virtù di un calendario che nell’ultimo mese dell’anno sarà tutt’altro che morbido, ma soprattutto perché il Bologna ha estrema necessità di dimostrare a se stesso e ai propri tifosi di valere molto di più di quanto raccolto in questo uggioso novembre, che finalmente volge al termine. Una sorta di ultima spiaggia per Diego Lopez, sempre più inviso a buona parte della piazza (sottoscritto escluso, come già sottolineato settimana scorsa), nonostante una prima parte di stagione tutto sommata positiva, specie se raffrontata alle attese di inizio di stagione e alle sconfortanti prestazioni contro Aquila, Entella e Crotone, che avevano portato qualcuno ad ipotizzare un campionato di sofferenza per il Bologna e per il proprio tecnico. A questo punto, però, una netta inversione di tendenza, una vera e propria svolta, è rischiesta per ridare fiducia ad un gruppo che continua a proclamarsi (e anche a dimostrarsi, va detto) unito più che mai.
In estrema sintesi, oggi bisogna vincere, senza se e senza ma. Guai a sottovalutare un Bari sicuramente rinfrancato dall’avvicendamento in panchina tra Mangia e Nicola, ma ancora alla ricerca di una propria precisa identità, anche a causa di un mercato estivo a dir poco turbolento, fatto di 16 acquisti e 18 cessioni. Un mercato che ha stravolto la squadra protagonista dell’incredibile cavalcata dell’ultima parte della scorsa stagione, in cui La Bari – all’orlo del fallimento – arrivò a sfiorare la promozione in Serie A dopo essere stata ai margini della zona retrocessione a non più di tre mesi dalla fine del campionato. Ecco, che le vicende dei pugliesi negli ultimi dieci mesi servano da lezione a Corvino e a chiunque altro si occuperà del Bologna nel futuro prossimo: rinforzare la squadra sì, assolutamente, ma guai a rivoltare come un calzino una squadra non perfetta, certo, ma che fino ad oggi ha dimostrato di non essere nemmeno da buttare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA