Questo editoriale avrei potuto caricarlo anche per le nove di stamattina, perché tanto adesso sarete ancora tutti abbioccati sul divano. Io stesso ho fatto fatica a riprendermi da questi novanta minuti sedativi, in grado di tranquillare un elefante africano. Ne è venuto fuori un punto (“puntaccio”, si dice in gergo) che va bene a entrambe, sia a livello di classifica sia per mantenere vive alcune statistiche di rilievo. Sono infatti saliti a sei i risultati utili consecutivi del Bologna, una striscia che oltre a fare morale attesta una continuità che sarebbe l’elemento basilare per costruire qualcosa di positivo nel campionato di Serie B.

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In questa gara di rara bruttezza si è sentita soprattutto l’assenza di Buchel, che ha costretto Lopez ad arretrare Laribi in mediana, nonché pure l’ultimo Zuculini avrebbe fatto decisamente comodo. Una scelta comprensibile quella di abbassare l’ex Sassuolo vista la situazione d’emergenza, utile al contempo anche per dare un’altra chance a Giannone. Non l’ha sfruttata per nulla però il giocare campano, mai entrato in quel gioco che col suo mancino tecnico avrebbe dovuto contribuire a creare. È invece salito in cattedra il professor Matuzalem, cane da guardia e di ordine di un centrocampo che stasera come non mai aveva bisogno di lui: fosse così per altre trentadue gare saremmo a posto. Oggi però la coperta della mediana si è dimostrata corta come immaginavamo, e vista la frequenza con cui ci viene mostrato il cartellino giallo (quattro a sto giro) siamo portati a pensare che non sarà l’ultima volta. Al mercato mancano oltre due mesi, il che significa undici partite, e credo che perciò potrebbe diventare di notevole importanza il recupero di Diego Perez. Il giocatore uruguaiano garantirebbe una maggiore rotazione al reparto, fondamentale in un torneo di questa difficoltà, oltre a un pizzico di esperienza che di certo non guasta. Il finale della passata stagione ce lo ricordiamo tutti, ahinoi, e nutrire dubbi sulla condizione del Ruso è legittimo. Ma se Lopez è riuscito a recuperare Acquafresca (!), il lavoro sul suo connazionale non potrebbe essere pure più facile?

In ogni caso, la cosa da ricordare di questa gara sarà il tifo eccezionale dei duemilaquattrocento rossoblù presenti al Braglia. Avrebbero preferito assistere a uno spettacolo diverso, poiché alla fine lo spettacolo migliore sono stati loro. Rallegra il vedere così tanta passione, una passione per certi versi mai morta, nemmeno lo scorso anno, quando il tifo era tanto nonostante le prestazioni indegne. Penso sia gratificante aver tolto di mezzo quel “nonostante” così pietoso, con tutta le scorie che si trascinava con sé.

Io invece non sono riuscito a sbarazzarmene, poiché nonostante abbia scritto il pezzo l’abbiocco non se n’è andato. Quindi buonanotte, lunedì per sicurezza mi terrò un thermos di caffè a portata di mano. No, anzi: meglio del the.

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