Scrivo questo editoriale prima di Bologna-L’Aquila, partita di cui troverete ampio resoconto sul sito.

E scrivo questo editoriale dopo aver letto e sentito alcuni pareri discordanti sull’operato del responsabile dell’area tecnica Filippo Fusco, l’uomo che sta portando avanti il mercato del Bologna. Chiaramente esiste la libertà di opinione e ciascuno può chiaramente esprimere la propria, così come io sto andando a fare ora, e se non sarete d’accordo con me leggerò con interesse i vostri commenti.

Filippo Fusco è ufficialmente un dirigente del Bologna dal nove giugno, anche se in realtà è al lavoro per il club rossoblù dal diciannove maggio. In ogni caso, a retrocessione ampiamente avvenuta. Inizialmente il suo ruolo era quello di “verificare le condizioni tecnico-economiche di tutti gli attuali contratti in essere, per affrontare la stagione sportiva 2014-15”. Tradotto: tentare disperatamente di rimediare ai danni inenarrabili compiuti a livello contrattuale dal suo predecessore, andato a imbarcarsi in accordi pluriennali onerosissimi con giocatori che hanno contribuito a trascinare il Bologna in Serie B (sottolineare due volte “dal suo predecessore”). Un lavoro molto complesso, fatto di incontri con giocatori e agenti che di sentirsi dire “che ne direbbe di spalmare lo stipendio?” non ne avevano mica tanta voglia. Questa la prima fase, diciannove maggio-nove giugno.

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Divenuto ufficialmente l’uomo mercato del Bologna, ha avuto inizio la fase che più gli viene imputata: le svendite. Nel giro di pochi giorni sono dovuti partire, interi o le metà che avevamo, Taider, Sorensen, Krhin, Capello, Lazaros, Cherubin, per una cifra intorno ai sei milioni di euro, qualcosa di più. Poco, vero, soprattutto per la metà di Taider e quelle di Sorensen e Krhin, mentre molto male dal punto di vista emotivo ha fatto la cessione di Capello. Però, ragazzi, bisogna entrare in un’ottica non da mondo perfetto. Perché no, il Bologna FC non è un mondo perfetto e ce ne siamo accorti da un pezzo. Il Bologna FC è un mondo in cui da più di tre anni si naviga senza uno straccio di progetto (che non sia edilizio), e in cui la gestione economica della società è tra le più farraginose e pericolanti che la storia ricordi. Ma questo, appunto, da molto prima dell’avvento di Fusco, il quale si è trovato a dover raccattare soldi per consentire ai rossoblù di poter partecipare al campionato di Serie B (iscrizione che, senza l’intervento di Abodi e, ahimè, Lotito, sarebbe stata ancora più complicata). Già, perché il mondo Bologna è talmente imperfetto che i soldi vanno sempre e comunque presi da fuori, paracadutati, elemosinati, dal momento che l’azionista di maggioranza non ha alcuna intenzione di metterne. Anzi, attualmente impedisce anche ad altri di metterne, poiché deve ancora versare 485mila euro dell’ultimo aumento di capitale: senza quelli, non sarà possibile procedere con altre immissioni di liquidità. Quindi, cessioni a prezzo di favore ma assolutamente vitali per la sopravvivenza: non scordiamolo.

Per quanto riguarda la costruzione della squadra, provare a mettere su un organico in grado di competere per la promozione a budget zero non è facile subito. Eppure, secondo la mia modesta opinione e in attesa delle valutazioni del campo, al Bologna di oggi non mancherebbe molto per poter tentare la risalita: un difensore affidabile e un attaccante esterno/seconda punta altrettanto affidabile. In un mondo perfetto, arriverebbero. Qua, chissà. Quelli che sono arrivati, intanto, a parte Maietta (triennale) hanno contratti di un anno con opzione per il secondo, oppure sono prestiti con diritto di riscatto: pareva illegale, fino a un anno fa.

Questo per dire che lavorare al Bologna non è facile, e per me sulla carta Fusco non sta facendo male. Pronto a coprirmi il capo di cenere se vedrò che la squadra non gira, chiaro, ma intanto mi sbilancio e la mia idea è questa.

P.S. In un mondo perfetto un presidente che ha trascinato la squadra sull'orlo del baratro chiederebbe umilmente scusa e, davanti a una buona chance, si farebbe subito da parte. In un mondo perfetto.

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