Non è stata magari l'impresa che passerà agli annali come una delle prestazioni più belle della storia di un club, ma sicuramente la vittoria di Parma è stata quello che tutti i tifosi chiedevano ai ragazzi di Pioli dopo le umilianti prestazioni contro Lazio e Napoli. C'era bisogno di riassaporare la dolcezza dei tre punti dopo più di due mesi, ma anche di arrivare al triplice fischio dell'arbitro senza subire gol dopo averne incassati nove in quattro giorni. Il Bologna ieri ci è riuscito mettendo in mostra poca qualità ma tanta sostanza al cospetto di un Parma che ha giocato in modo svogliato e irrispettoso della festa che si era celebrata solo pochi minuti prima al cospetto dei tifosi. Gli uomini di Donadoni hanno fatto quello che si temeva potesse fare il Bologna: sono scesi in campo senza convinzione e senza motivazioni al termine di un campionato che non ha più niente da chiedere o da offrire. Quelli di Pioli invece hanno finalmente capito che lottare per la gloria può essere appagante quanto rincorrere la salvezza e sin dal primo minuto sono stati concentrati e determinati. Si era capito sin dal principio che ieri il Bologna non sarebbe stato impallinato come all'Olimpico perchè i reparti si sono mossi in sincronia aiutandosi sia a coprire che a far ripartire l'azione. Ovviamente il gol nei primi minuti ha reso tutto più facile a livello psicologico pur non producendo nel Parma la reazione che sarebbe stato lecito attendersi. I padroni di casa hanno avuto alcune occasioni importanti sventate da uno Stojanovic finalmente padrone della sua difesa e del suo destino ma il Bologna è stato sempre pronto a rispondere colpo su colpo in ripartenza impedendo ai gialloblu di prendere il controllo della gara ed imporre il loro ritmo. Il pericolo più importante per i ragazzi di Pioli era infatti concedere spazio agli avversari facendosi schiacciare nella propria metà campo aspettando passivamente le sponde di Amauri e Belfodil, i dribbling di Biabiany e gli inserimenti di Parolo e Marchionni. Un Taider finalmente decisivo in regia e un Christodoulopoulos trascinatore però hanno sempre condotto i rossoblu oltre la linea di metà campo alleggerendo la pressione e obbligando il Parma a guardarsi le spalle non potendo contare su difensori particolarmente veloci: ne è stato un esempio l'azione che ha portato Gabbiadini a subire un fallo non sanzionato nel cuore dell'area avversaria. Non possiamo certamente dire che il Bologna abbia dominato la gara, ma almeno ha avuto l'intelligenza di sfruttare gli spazi concessi senza buttarsi in avanti senza difese o gettandosi a capofitto sulle gambe degli avversari solo per dimostrare la propria rabbia. Abbiamo visto in campo una squadra concreta, solida e cinica che come in altre occasioni ha capitalizzato al meglio le poche occasioni avute andando a segno con due conclusioni anche esteticamente molto belle. Non nascondiamo anche che l'assenza di tanti titolari può avere inciso notevolmente nella mentalità di quelli che li hanno sostituiti: l'occasione di mettersi in mostra e la responsabilità di riscattare le figuracce rimediate da altri sono state una molla in più per tutti loro. E stavolta dobbiamo davvero ringraziarli per aver difeso l'onore del nostro Bologna.
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