E’ ormai una consuetudine, anche per voi lettori, il mio editoriale del giovedì qui sulle pagine di Tuttobolognaweb. Questa settimana però, ad essere sincero, ho fatto una fatica enorme a rendermi conto dello scorrere del tempo, e a realizzare che effettivamente già siamo nella seconda metà della settimana. Vi starete chiedendo: questi problemi ad una così giovane età? E pure voi avete ragione, ma c’è una spiegazione a tutto: non ho ancora smaltito la lunga giornata vissuta lunedì scorso, il giorno in cui tutto è cambiato per il meglio. Sedici ore ininterrotte a seguire da vicino il passaggio del Bologna dalle mani di Guaraldi a quelle americane di Tacopina, partendo dall’arrivo all’aeroporto e passando per le immense attese davanti all’hotel “I Portici” e allo studio dell’avvocato Serafini in Via della Zecca, fino al ritorno in Via Indipendenza e alle firme sui contratti, che sembravano non arrivare mai. Non bastasse l’ampio lasso di tempo, che ha messo a dura prova il mio (anzi, il nostro, citando i tanti colleghi presenti) fisico oltre che alla pazienza, va considerata l’intensità degli attimi trascorsi ad attendere, un ottovolante di emozioni difficilmente ripetibili in altre giornate. Abbiamo vissuto praticamente di tutto: gioia, all’arrivo di Joe in aeroporto; fiducia, quando lo stesso futuro presidente si è detto sicuro di poter chiudere entro le 13; preoccupazione, nel momento in cui il tutto è slittato al tardo pomeriggio, con annesse voci di corridoio che parlavano di un Tacopina più che infastidito per l’evoluzione della trattativa; speranza, all’ingresso dell’avvocato newyorchese nello studio di Serafini; di nuovo tanta apprensione, quasi paura, alle 22 circa, quando nulla era ancora firmato e anzi si diceva di esser andati ad un passo dal far saltare il banco, per dei dettagli ancora non sistemati; ansia, mentre sembrava dovesse essere tutto rimandato alla mattina successiva, con Guaraldi che poi giocava a nascondino coi giornalisti inscenando una fuga inspegabile verso casa, dove avrebbe poi firmato il contratto mentre Joe tornava in hotel in attesa di buone notizie, sempre più indispettito; entusiasmo ai massimi livelli, alla vista degli avvocati che portavano proprio il contratto ai Portici per far apporre la firma americana, che di fatto ha sancito la fine di un’era e l’inizio di una nuova, senza ombra di dubbio migliore della precedente.
E sapete qual è stato il momento più bello, almeno per il sottoscritto, di tutto questo tourbillon di emozioni? Guardarsi faccia a faccia coi colleghi, coi quali hai vissuto in prima persona quella pagina storica della vita del Bologna, ed esultare assieme a loro con abbracci e strette di mano vigorose. Questo alla faccia di chi semina odio, di chi pensa che il mondo del giornalismo sia un tritacarne in cui non possono esistere rapporti umani e dove non c’è posto per gentilezze e scambi di favore. Niente di vero, perché se dai rispetto e ti dimostri leale col tuo “avversario”, non puoi non ricevere in cambio onestà e rispetto. Poi è anche vero che ci sono sempre le eccezioni, quelli che pensano di farcela da soli perché sono i migliori. Resta il fatto che, in fin dei conti, la cosa più preziosa non è la fama di questo o quel giornalista, ma il bene del Bologna, e mi pare che l’altra sera fossimo tutti lì in strada, e non nelle proprie case o con le persone a noi care, proprio per quella ragione.
Chiusa la piccola parentesi e tornando a noi, martedì invece è stata una giornata utile a Joe per avvicinarsi ulteriormente alla città, nonostante una pioggia pomeridiana che ha provato a spegnere il fuoco dell’entusiasmo del neo presidente rossoblù. Non sono mancate una capatina allo stadio e al Bologna point, dove Taco si è fatto immortalare con indosso la storica maglia dell’ultimo scudetto. Insomma, un uomo che fa del suo essere mediatico e del carisma le sue armi migliori, e che non disdegna le attenzioni dei media. Anche in questo caso, una svolta netta e decisa rispetto alla passata gestione. Ieri poi, è stata la giornata fatidica giornata del closing (dopo una mattinata passata in palestra per Joe), nella quale è andato tutto liscio e sono arrivati gli ormai famosi 6 milioni, che rappresentano la prima tranche dell’aumento di capitale e che di fatto sanciscono il passaggio di proprietà, con il Bologna che diventa ufficialmente a stelle e strisce. Subito dopo, non ha esitato a concedersi ai microfoni della stampa il nuovo presidente Joe Tacopina, o semplicemente Joe: “È un nuovo giorno per il Bologna e siamo entusiasti di iniziarlo insieme alla città perchè tutti noi siamo il Bologna. Ringrazio anche tutti voi dei media: abbiamo imparato a conoscerci a vicenda negli ultimi due mesi, siete speciali e ho davvero apprezzato il supporto di tutti”. Anche noi ringraziamo te Joe, e ti facciamo un grandissimo in bocca al lupo per questa avventura. Se il buongiorno si vede dal mattino, comunque, possiamo star certi del fatto che il Bologna è finito proprio in ottime mani.
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