Sullo sport e in particolare sul calcio se ne sono, da sempre, sentenziate di tutti i tipi e colori: metafora della vita, banale soddisfazione delle voglie ludiche dei maschietti, esaltazione della tenacia... del coraggio... della sfida o magari stupida esibizione di miliardari mutandati e viziati. Becero ricettacolo di violenti fanatici che sfogano gli istinti peggiori o enfasi di valori quali solidarietà, rispetto dell’avversario, lotta alle avversità e lavoro di squadra.

Non sono e non sarò certamente io ad aggiungere ulteriori elementi ad un tema così banale o delicato (già aggettivarlo sarebbe prendere posizione) ma la storia di Sergio Isabella è, innegabilmente, una storia anche di calcio.

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Sergio Isabella, classe 1969 (come tanti), di Bologna (come tanti) e appassionato di calcio...giocato e respirato fin da cinno.

Dal cortile alle prime esperienze serie poi, dopo le consuete trafile nelle squadre giovanili, approda alla Primavera del Bologna. Trequartista dai piedi buoni, leader in campo e negli spogliatoi, classico gioiello geniale che condivide il “tocco dei pochi” e l'incostanza di quella tipologia di giocatori. Soggetto che fa imbestialire difensori avversari e propri allenatori. Croce e delizia come si conviene ai talentuosi. Successivamente belle esperienze nel Calcio a Cinque fino ad arrivare alla Serie A e la famiglia, il lavoro, una figlia... finché...

Finché' nel 2006 incontra la bestia: la stronza come la definiscono in gergo i malati di SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica. Malattia subdola, che ha questa spiccata preferenza verso chi ha giocato a calcio (teoria scientifica ancora dibattuta) e che arriva improvvisa e maledetta a voler spegnere come una candela le capacità motorie, il respiro, la vita tutta. E lei, la stronza, ti sfida con arroganza a cercare, se ci riesci, risorse per resistere, per resisterle.

E si mette di traverso come un arcigno terzino, come un arbitro che s’inventa le fischiate, come un rimpallo malefico che ti fa sbagliare un gol già fatto.

E Sergio, come altri che devono affrontare questa impensabile prova sa bene che è impossibile farcela da soli. Perché non si può dribblare tutti, non si può difendere da soli, non si può correre per tutti. Anche il Fante l’ha capito! Alias Gianluca Fantelli che ha incontrato anche lui la stronza e non alza bandiera bianca! Il Fante canta, compone pezzi con testi e melodie da invidia e fa concerti, dischi, libri ma soprattutto chiama attorno a se' gli amici a sostenerlo, ad aiutarlo nella lotta. Così anche attorno a Sergio Isabella si radunano gli Amici, quelli con la A maiuscola. Quelli che lo vanno a trovare, che raccontano la sua storia, quelli che s’inventano di tutto per racimolare denaro. Perché la bestia, la stronza è costosa: medicinali, assistenza, rette ospedaliere, visite! E allora via di Partite del Cuore (anche 100 contro 100 con 10 palloni) di Cene, Aste, Spettacoli ed eventi. E gli amici sono gli amici di sempre, i compagni di squadra ma anche i nuovi amici che spendono il loro nome e la loro faccia per contribuire alla causa: Di Vaio, Pagliuca, Luca Zingaretti, Marocchi, Poli, Colomba, pungolati da Andrea Allori ...uno di quelli amici là.

E come una squadra c'è' chi si mette in porta, che inventa la giocata, chi corre a sette polmoni o magari... frigge le crescentine.

Perché il ragazzo non sia solo, con la sua dignità, a combattere questa bestia che è dura forse imbattibile ma alla quale si può e si deve strappare ogni giorno... un nuovo giorno. Un giorno guadagnato.

Ricorre in questi giorni l'anno di assenza di Maurizio Cevenini, amico anche lui di Sergio, che sarebbe il primo a chiedervi, con il suo tono cordiale ma convincente: andate a trovare Sergio a Villa Nigrisoli, sarà lui a regalarvi tanto! E se potete, non perdete un evento, un concerto, una partita per sostenerlo nella partita più difficile. Per dare il vostro schiaffo a quella stronza bestia.

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