Gilardino e Bianchi, sono due attaccanti praticamente coetanei ancora in attesa che si compi il loro destino per l'anno prossimo. Gilardino è reduce da un'ottima stagione nella quale ha mostrato grande professionalità e grande dedizione alla causa, immergendosi alla perfezione nella realtà rossoblù coronando il tutto con 13 reti. Rolando Bianchi invece, viene da una stagione tra luci ed ombre in un Torino in cui mister Ventura l'ha spesso relegato in panchina o tribuna, preferendogli altre alternative. Da un lato quindi c'è un Alberto Gilardino da tempo entrato nel cuore dei tifosi rossoblù, riscattando il gol decisivo nel fatidico spareggio salvezza del 2005 col Parma, che condannò i felsinei alla B, a suon di buone prestazioni, dichiarazioni d'affetto e, soprattutto, con le corse sotto la curva dopo alcuni gol, aspetto tutt'altro che marginale. Dall'altro c'è Bianchi, o meglio un’ipotesi, che lo candida fra i papabili rimpiazzi dell'attaccante di Biella. Che quanto detto finora sia realtà, finzione, depistaggio ancora non è chiaro ma come si dice a Bologna, "più la mescoli e più puzza" e allora un po' di verità ci sarà riguardo l'interesse del Bologna sul ragazzo in uscita dal Toro. Bianchi ha ad ogni modo espresso il proprio gradimento per Bologna e questo è sicuramente un segnale importante che alla peggio, rimarrà un apprezzamento verso la piazza. Per lui intanto si parla di pre-contratto col Genoa e che basta un niente per firmare il giocatore, ma al contempo c'è in ballo proprio la questione Gilardino, che i liguri devono (e vogliono) piazzare altrove, barcamenandosi fra i tentennamenti dell'Inter e i pochi denari bolognesi. Morale? Bianchi rimane in sospeso, piaccia o no allo stesso calciatore, già di per sé provato da un'annata passata a sgomitare fra le gerarchie offensive di Ventura, riuscendo comunque ad andare a segno 11 volte. Nel frattempo la piazza rossoblù freme in attesa di conoscere gli sviluppi di una trattativa già divenuta estenuante e avvilente, viste le premesse delle dirigenza felsinea che aveva a più riprese definito l'operazione-Gilardino una formalità, dove era sufficiente una stretta di mano per chiudere. E invece no, anzi, pare proprio che il Genoa non sia intenzionato a fare sconti, ma al contrario a monetizzare il più possibile anche alla luce dell'investimento fatto l'anno scorso per il suo acquisto. Se “Gila” ad oggi è troppo caro per le tasche bolognesi, bisognerà gioco forza virare su un altro attaccante che possa garantire quello che ha fatto Alberto quest'anno, cioè 13 reti e tanto lavoro sporco, umile e utile. Serve un sostituto all'altezza e magari Bianchi può essere un'alternativa che prenda l'eredità di Gilardino e fra i nomi circolati sinora, è senza dubbio quello migliore. Infine, se Bologna continuerà ad essere la piazza dei rilanci ben venga Bianchi che forse, più che di un rilancio, ha bisogno di quella fiducia che non ha ricevuto a Torino quest'anno e possibilmente qualche pallone in più dalle fasce, cosa che Gilardino non ha avuto l'onore di avere sopperendo con la sua bravura in altri modi. Continuando a confidare nella magnanimità genoana, nella volontà del giocatore e nello scemare dell'interesse interista per poter riabbracciare l'amato Gilardino, prepariamoci anche ad altre eventualità, che una di queste si chiami poi Rolando Bianchi, tanto meglio.

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