Quello che poche ore fa è arrivato a Sestola e ha sostenuto il primo allenamento del ritiro estivo che apre la stagione 2014/2015 è un Bologna ancora incompleto. Non potrebbe essere altrimenti, viste le tante, troppe peripezie che hanno portato la squadra ad iscriversi al prossimo campionato di Serie B per il rotto della cuffia. Una certa impronta, comunque, si vede già e, anche se sarà necessario rinforzare difesa e soprattutto attacco, il bilancio di questa prima fase di mercato non può essere ritenuto negativo.
Certo, sarebbe stato meglio raggiungere l’Appennino modenese con qualche certezza in più per permettere a Lopez di iniziare a preparare per tempo la prossima stagione, tanto importante quanto complessa. Il reparto che Fusco ha sistemato per primo, più per contingenze varie che per reale convinzione, è il centrocampo: Matuzalem e Zuculini sono arrivati a costo zero e, probabilmente insieme a Casarini, comporranno la diga centrale dello schieramento rossoblù, nel 4-3-1-2 (o 4-3-3) che Lopez ha dichiarato di avere in mente.
Un centrocampo di sostanza, solido, compatto, che dovrebbe essere in grado di garantire protezione ad una difesa che, con gli arrivi di Maietta e Matheu, sarebbe da considerarsi completo, quantomeno numericamente. Più complessa, invece, la situazione del reparto offensivo, non solo per l’assenza di una punta da almeno 20 gol, fondamentale per fare un campionato quantomeno tranquillo, ma anche dei gol dei centrocampisti: nessuno dei centrocampisti in rosa (forse solo Friberg, ma le sue qualità sono tutte da verificare, anche in Serie B) ha nei piedi i gol che già sono mancati nella scorsa stagione.
Daniele Cacia (91 gol in 224 partite nel campionato cadetto) potrebbe essere la punta giusta per risolvere buona parte (ma non tutti) dei problemi dell’attacco rossoblù. L’ormai ex-Verona dovrà essere affiancato da una seconda punta di categoria e da un trequartista degno di questo nome, oppure da due ali rapide ed incisive. No, Troianello non può bastare e, in ogni caso, non sarà facile raggiungere gli obiettivi necessari alla costruzione di una squadra competitiva. La situazione societaria è quella che è e, nonostante l’amore e l’entusiasmo che il popolo rossoblù sta riversando sulla squadra in queste settimane, non sarà facile convincere chicchessia a scegliere Bologna.
Non possiamo che confidare in Fusco (chissà che ne sarebbe stato del Bologna negli ultimi anni con un ds degno di questo nome), sperando che riesca nel doppio miracolo di costruire un Bologna dignitoso e di garantire la sopravvivenza della società, piazzando i pezzi pregiati (vedi Kone) a cifre decisamente maggiori da quelle incassate per le cessioni dei vari Lazaros, Capello e Taider, e in Lopez, la cui affidabilità nella serie cadetta è tutta da dimostrare. La speranza di rimettere in Sesto(la) il Bologna passa necessariamente da voi.
Perché per quanto i bookmakers ci vedano (inspiegabilmente) come secondi favoriti per il prossimo campionato di Serie B, la promozione è da considerarsi, almeno per ora, un obiettivo fuori portata. Una dignitosa sopravvivenza, invece, potrebbe essere raggiungibile; per quanto, non si sa.
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