L’uomo del momento è lui: Robert Acquafresca. Forse a qualcuno il suo gol a Pescara è passato inosservato, ma tutti i tifosi bolognesi sono saltati giù da sedie, poltroncine e divani, quando hanno visto il numero 18 insaccare in rete e correre ad esultare.

Acquafresca, un’ex promessa del calcio italiano, diventato bravissimo a bruciare talenti dagli anni duemila in poi. Ce lo siamo dimenticati, ma Robert è stato bollato come bidone forse un po’ troppo presto. Ripercorriamo la sua carriera velocemente.

Giovanissimo si fa notare nelle giovanili del Torino, finendo poi all’Inter a seguito del fallimento della società granata. Girato in prestito al Treviso, in due anni Robert dimostra di avere carattere e ampi margini di crescita. L’Inter lo riscatta nel 2007, per consentirgli di tornare a giocare nella massima serie, a seguito della retrocessione dei veneti, quindi manda il giovane Robert, appena ventenne, in Sardegna, a Cagliari. Nonostante il via vai di allenatori sulla panchina sarda, Robert riesce ad ottenere buoni risultati, esplodendo definitivamente con l’arrivo in panchina di Davide Ballardini, con cui diventa titolare. Chiude la stagione con 11 gol, gol che gli valgono il riscatto da parte dell’Inter per cinque milioni di euro. La stagione seguente sembra essere quella della definitiva consacrazione, con l’esordiente Max Allegri sulla panchina sarda, Robert si conferma un attaccante da doppia cifra, migliorando il suo precedente record, toccando quota 14 reti.

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Rientrato alla base inizia clamorosamente la sua parabola discendente. L’Inter decide di cederlo al Genoa, nell’operazione che porta Thiago Motta e Milito a Milano e il Genoa lo gira subito in prestito all’Atalanta, dove resterà sino a gennaio, segnando un’unica rete in 12 presenze. Rientrato a Genova le cose non vanno tanto meglio, nei sei mesi col grifone, Acquafresca mette a segno appena 2 reti.

L’anno dopo torna a Cagliari per riscattarsi e disputa tutto sommato una buona stagione, siglando 8 reti in totale. Cellino decide comunque di non riscattarlo e qui siamo alla storia recente.

Rientrato a Genova, Robert viene ceduto al Bologna, con una formula da brividi: prestito con diritto di riscatto della metà (formula per fortuna recentemente abolita con l’eliminazione delle compropietà). Il Bologna ne riscatta la metà a termine di una stagione tutto sommato non brillantissima, con appena 5 reti segnate. Nella stagione seguente, Pioli accantona Robert e qui inizia il suo calvario vero e proprio. Collezionate appena sei presenze in sei mesi, fa le valige verso la Liga, dove approda al Levante in prestito, riuscendo però a segnare solo 3 gol, reti che non gli valgono la riconferma. Rientrato a Bologna gioca col contagocce, riacquistando un po’ di minutaggio solo col subentro di Ballardini a Pioli, ma le reti segnate rimarranno comunque zero.

Quello zero, così infamante e fastidioso per un attaccante “promesso campione” appena sette anni fa, è stato cancellato, si spera per sempre, dalla rete di venerdì sera a Pescara. La colpa di una parabola discendente così infinita (oltre due anni senza segnare un solo gol in Italia, 3 reti appena al Levante), è del nostro calcio, frenetico ad entusiasmarsi e a sconfortarsi, schizofrenico nell’acclamare falsi campioni e marchiare giovani come bidoni. Riscattato dall’Inter, viene usato come mera pedina di scambio: come è possibile che un giocatore che nel campionato precedente mette a segno 14 reti, venga fatto rimbalzare da una squadra all’altra (Genoa e Atalanta), come una riserva qualsiasi? Probabilmente è dal quel momento che Robert ha iniziato a perdere la fiducia in sé stesso, quella fiducia indispensabile a qualunque atleta per esprimere a pieno tutto il suo potenziale. Probabilmente poi l’ha persa definitivamente all’arrivo a Bologna, con quella formula così infamante per un giocatore con il suo curriculum, la sua età e il suo talento. Di certo l’aria di Bologna dell’ultima annata sportiva, non è stato un toccasana per un attaccante già giù di morale. Speriamo quindi che la rete dell’altra sera sia una rete per iniziare la risalita, la risalita di Robert, e la risalita del Bologna, che torna alla vittoria dopo quasi sei mesi.

Forza Robert, dimostra a tutti che sei ancora il bomber di Cagliari e riprenditi la A a suon di gol, assieme al Bologna.

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