Alla fine il punto con il Torino non ha fatto stracciare l'abbonamento a nessuno e non ha creato troppi problemi all'interno dell'ambiente rossoblù. Come già giustamente scritto da qualcuno, se questo fatto fosse successo anche solo uno o due mesi fa, la squadra sarebbe stata messa in croce senza mezze misure, Pioli sarebbe stato considerato un allenatore non in grado di gestire i suoi uomini fino alla fine, e si sarebbero scatenati casi su casi. Ma grazie a Dio tutto ciò è avvenuto a quota 37 punti, con il Bologna già virtualmente (ma non ancora matematicamente) salvo per merito dei 10 punti di vantaggio sul terzetto Genoa- Palermo- Siena che lotta con il coltello tra i denti. E quindi la rimessa di Morleo a venti secondi dalla fine sui piedi di un avversario, con Gabbiadini che invece che cercare la bandierina andava verso il centro, la facilità con cui Guarente si è fatto saltare a metà campo da Santana, la comica scivolata di Garics disorientato da un dribbling fulmineo ed ubriacante di d'Ambrosio e il fatto che Bianchi fosse da solo in mezzo all'area quando si stava difendendo in 5 (sì perchè con l'ingresso di Soerensen non si è passati alla difesa a 3 ma a 5, visto che Morleo e lo stesso Garics sono due terzini e non due ali di spinta), sono passate tutte in secondo piano. Come è passato in secondo piano anche, in parte, l'arbitraggio di De Marco che non si sa cosa abbia visto sul goal annullato a Kone. Alla mezz'ora del primo tempo, con il Bologna in vantaggio ed un Torino che fino a quel momento non era stato arrembate (per utilizzare un eufemismo), magari avremmo assistito ad una partita diversa. O forse no.
Pioli ha schierato la formazione che un po' tutti si aspettavano, ha riproposto Khrin in mezzo al campo al posto di Perez e Lazaros al posto di Gabbiadini. Lo sloveno ha dimostrato per l'ennesima volta di essere decisamente più utile a partita in corso piuttosto che dal primo minuto. È un regista puro, un giocatore diverso da “El Ruso”. Ma essere registi vuole dire anche cercare la giocata vincente e la verticalizzazione, ma glielo si è visto fare davvero poco. La sua gara è stata ricca per lo più di passaggi in orizzontale, appoggi ai difensori, palle a Diamanti distante massimo 4-5 metri. Ci vuole più coraggio, ci vuole quella sfrontatezza che un ventiduenne deve avere per sfondare e mettere in mostra tutti i suoi mezzi. Il ragazzo ha fisico e piede, con un po' più di “brio” potrebbe davvero essere una delle chiavi per il futuro. Sempre che l'Inter decida di privarsene definitivamente e confermarlo qui: ma l'ipotesi di una cessione totale più soldi per Diamanti è una cosa ovvia.
Domenica a Palermo il Bologna si presenterà con la mente decisamente libera da ogni impegno. Saranno i rosanero a dovere giocare “alla morte” e a dovere imporre il loro ritmo. Le due vittorie consecutive ed il ritorno di Sannino hanno caricato l'ambiente ed inevitabilmente i giocatori ora si sentono di potere battere chiunque. Se fossi in Pioli continuerei a dare fiducia a Khrin e a Lazaros (anche perchè Gabbiadini, oltre alla fase calante che sta attraversando, è destinato a tornare alla Juve e non ha senso “valutarlo” per la prossima stagione) e provare ad insierire Moscardelli a partita in corso, anche per guardare avanti. E si arrivi il prima possibile ai 40 punti in modo da potere considerare meglio anche gli oggetti misteriosi Abero e Riverola e, perchè no, ossevare anche qualche giovane della primavera.
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