Vuoi la natura o vuoi il nome, chi scrive “non crede finché non vede”. E nonostante ci siano tutte le basi – vedi dichiarazioni di quasi tutti i protagonisti della vicenda, vincitori o vinti che siano - per essere ottimisti, forse anche qualcosa di più, finché il closing con i nordamericani non sarà completato, i soldi versati e le firme del caso apposte sui contratti la bottiglia di spumante resterà ben chiusa al fresco in attesa di essere aperta per brindare alla nuova società e al nuovo progetto – parola ormai desueta a Bologna – che Tacopina e soci porteranno nella nostra città.
Fatta la doverosa premessa, il Bologna che verrà potrebbe ripartire dalla coppia Claudio Fenucci-Pantaleo Corvino dirigenti che hanno già lavorato con ottimi risultati a Lecce a cavallo fra i due millenni e poi maturato esperienze importanti in società ambiziose come la Roma dell'americano Pallotta e la Fiorentina dei fratelli Della Valle. Una scelta d'alto profilo per la nuova proprietà che andrebbe a coprire due ruoli al momento scoperti a Bologna, o per meglio dire accorpati nel Direttore dell'Area Tecnica Filippo Fusco, uomo che ha fatto e sta facendo un ottimo lavoro sotto il punto di vista della riduzione del monte ingaggio e dell'ampiezza della rosa. I due sono in cerca, per motivi diversi, di nuovi stimoli e di un progetto ambizioso da sposare e sentire proprio. Il primo considera infatti finito il suo lavoro alla Roma e potrebbe seguire Tacopina, con cui ha lavorato proprio in giallorosso, sotto le due torri per sistemare la difficile situazione economica in cui versano le casse felsinee; il secondo, dopo quasi due anni di stop, potrebbe rilanciarsi in rossoblu mettendo a disposizione della società le proprie competenze e il proprio fiuto per i giovani – Vucinic, Bojinov, Ledesma e Chevanton scoperti portati a Lecce, Ljajic, Jovetic, Nastasic, Behrami e Osvaldo a Firenze – per una pronta risalita e una crescita costante in ottica futura.
A questo duo di dirigenti navigati potrebbe essere affiancata un'icona del Bologna recente come Marco Di Vaio di ritorno dai Montreal Impact di Joey Saputo dove il 25 ottobre porrà fine alla propria carriera agonistica per aprire una nuova fase. Il legame fra l'ex capitano e la piazza non si è mai allentato in questi anni, anzi – nonostante un oceano di mezzo – si è rafforzato con l'attaccante che in più di un'occasione ha ribadito di volersi stabilire a Bologna e, per quanto possibile, dare una mano alla squadra e alla società. Da parte della piazza rossoblu non sono mai mancati attestati di stima nei suoi confronti e le basi per un matrimonio lungo e duraturo ci sono tutte. Di Vaio potrebbe così crescere – senza troppe pressioni – e imparare per poi un domani assumere un ruolo più importante all'interno della società.
Queste tre mosse, se dovessero – condiziona d'obbligo - realizzarsi, farebbero fare indubbiamente un salto di qualità importante al Bologna, proiettandolo in un'ottica diversa dalla sopravvivenza affrontata nelle ultime durissime stagioni. Fra pochi giorni sapremo e allora, magari, si potrà finalmente uscire a riveder le stelle e tornare a sognare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA