Il mercato del Bologna sembra andare spedito verso la meta, Fusco si muove con precisione spostando e incastrando movimenti di mercato che sembrano seguire una linea ben precisa. In fondo quest'anno il lavoro del neo responsabile dell'area tecnica è estremamente facile ed agevolato. Per un Bologna caduto in serie B, e in disgrazia, sperare di portare alla corte di Guaraldi uno squadrone pronto per la risalita immediata nella massima serie è pura fantasia. Piuttosto c'è da fare spazio nella rosa con l'intento di portare qualche soldo fresco e cospicui risparmi sugli stipendi. Per quanto riguarda gli acquisti, invece, il problema non sussiste: tra esuberi, scadenze di contratto e giovani mandati a farsi le ossa il Bologna può contare su una schiera di infinite possibilità a costo zero, in quanto può attingere da rose di tutto il mondo che hanno in seno problemi di “sfoltimento” di questo tipo. Quasi si potrebbe affermare che Fusco potrebbe starsene seduto in poltrona ad aspettare che le squadre si facciano vive per proporre i loro pupilli o le loro “zavorre”.
In uscita. Se certi stipendi si depennano da se, grazie alle scadenze dei contratti (Natali, Cech, Moscardelli, Antonsson), altri si sono dissolti grazie alle compartecipazioni (Della Rocca, Bandini, Romanò, Krhin, e Sorensen) portando anche introiti per 3,5 milioni.
In uscita ci sono anche tutto un gruppo di giovani (e meno giovani) che ogni anno vengono parcheggiati altrove e che ogni fine stagione ritornano alla base. Lavoro che ogni anno anche Zanzi sapeva opportunamente disbrigare, non credo che Fusco sia meno capace del suo predecessore. Nella lista ci sono Venturi, Lombardi, Gregorio, Caidi, Casini, Draghetti, Pescatore, Pasi, Pisanu, Montorsi, Grandi, e Veratti. Un altro gruppetto, poi, è in vendita per esigenze di scadenza di contratto. Il rischio di perdere i giocatori a parametro zero nel 2015 è concreto per Casarini, Friberg, Ibson, Gavilan e Pisanu, tutti giocatori che comunque non creerebbero gravi minusvalenze (Casarini, Friberg e Ibson quindi si potrebbero anche tenere per poi lasciarli ai loro destini il prossimo anno). Più grave, invece, le scadenze di Pazienza, Crespo e Rodriguez, dove anche eventuali cessioni non porterebbero abbastanza denaro rispetto a quelli spesi per i tre (ma comunque eviterebbe la cessione a costo zero). Passiamo poi ai pezzi forti del mercato. Se per Lazaros e Cherubin le cessioni sono cosa fatta e per Kone è solo questione di tempo, si è ancora sul chi vive per Perez, Bianchi, Acquafresca, Paponi, Riverola e Abero, con solo il primo della lista ad avere sussurri di mercato all'attivo.
In entrata. Come già detto il mercato in entrata può essere infinito. A Fusco l'imbarazzo della scelta. Finora la sua regola è quella del: ti vendo un giocatore, a me qualche soldo e una contropartita. Dalla cessione di Agliardi è arrivato un giocatore del Cesena, dalle comproprietà di Bandini e Romanò è tornato Capello che, girato al Cagliari ha fruttato 1 milione più il difensore 21enne Oikonomou, nell'affare Della Rocca si è portato a Bologna Troianiello, dalla cessione della metà di Sorensen è previsto l'arrivo di almeno un giovane targato Juve e per lo sbarco di Lazaros a Verona sembra imminente l'arrivo di un giocatore scaligero. Per quanto riguarda la cessione di Taider oltre a cash c'è da segnalare il ritorno a Bologna del giovane Paramatti.
La squadra. Lopez è un allenatore pragmatico, incline a far giocare le sue squadre senza grossi stravolgimenti tattici. Il suo credo è il 4-3-1-2. Quindi partiamo settore per settore a vedere (al netto delle cessioni precedentemente descritte) quale rosa si presenterebbe al via della stagione e quali innesti sarebbero possibili per completarla.
Portieri. Stojanovic e Marchignoli. Ai due giovani serve la chioccia che faccia loro da supporto (e da buon secondo al macedone). L'idea potrebbe essere quella del ritorno di Lupatelli (contratto appena scaduto con la Fiorentina e ingaggio di 200.000 euro).
Terzini. A destra abbiamo Garics, Crespo e il giovane Palomeque, a sinistra Morleo e (l'invendibile) Abero. L'ideale sarebbe averne uno in più per ogni ruolo: a destra per tamponare l'inesperienza di Palomenque e l'eventuale partenza di Crespo, a sinistra per rimediare all'eventuale cessione di Morleo o alla scarsa condizione fisica di Abero. A destra è cosa fatta per l'arrivo di Ceccarelli (nell'affare che porta Agliardi in terra cesenate). A sinistra, invece, potrebbe farci comodo uno tra Crescenzi e Frascatore, di ritorno alla Roma dopo le avventure in prestito dello scorso campionato.
Centrali difensivi. Partendo anche l'ultima colonna rimasta (Cherubin), il Bologna si ritroverebbe con un pugno di virgulti da crescere (Maini, Ferrari, Radakovic e Paramatti) ed uno semisconosciuto Oikonomou, a cui bisogna affiancare assolutamente almeno un paio di elementi con ben più esperienza. Da qui l'idea Coda, 29 anni, che all'Udinese è considerato una palla al piede (lo scorso anno in prestito al Livorno), in base ale fatto che il suo stipendio (0,3 milioni) è più vantaggioso rispetto a quello di altri giocatori simili in odor di prestito come Gamberini (0,7), Volta (0,6) e Santacroce (0,4). Il carrello della spesa, poi, potrebbe far visita all'Espanyol, in virtù di quei milioncini persi per strada durante l'affare Osvaldo e che il Bologna non ha ancora visto. Batter di nuovo cassa sarebbe inutile, più logico puntare all'arrivo di una contropartita. In questo caso il giocatore giusto potrebbe essere il difensore Raul Rodriguez (ultimamente un po' ai margini e con scadenza di contratto nel 2015), chiudendo così la pratica con un pari e patta.
Centrocampisti. E' il reparto più folto (grazie anche all'arrivo di Troianiello). Senza contare i partenti Kone e Perez, oltre a Pazienza e Friberg ritornano alla base Casarini, Riverola e Pulzetti (anche se quest'ultimo sta già firmando per il Cesena). Se nessuno di loro verrà venduto il reparto ha già cinque/sei elementi più o meno validi pronti per la serie cadetta, altrimenti bisognerà rimpinguare il reparto. Cosa alquanto semplice in quanto ci sono diversi giovani in cerca di una squadra che li sappia valorizzare (e qui mi riferisco anche all'ex blocco dell'Under 21, con Viviani, sponda Roma, Fausto Rossi, sponda Juve, e l'interista Crisetig).
Trequartisti. Un titolare (Djokovic), una riserva (Ibson) e un giovane da lanciare (Yaisien). Siamo a posto così.
Attaccanti. Qui il discorso si complica un po'. C'è Rodriguez che fa fatica ad avere estimatori anche in patria (soprattutto per il suo ingaggio). Ci sono Paponi ed Acquafresca che visti i roster delle ultime stagioni hanno sempre meno squadre interessate ad accollarsi i loro stipendi (seppur in prestito). C'è Bianchi che, con il gioco di Lopez, anche quest'anno avrebbe grosse difficoltà. Quindi si ritorna ad un vecchio adagio: prima vendere poi acquistare. Orribile ritornello che da anni contraddistingue le campagne acquisti rossoblu, ma che qui prende forma quasi inevitabilmente. L'ideale per il Bologna sarebbe puntare su giovani (ma con esperienza) in prestito. Un suggerimento sarebbe formare la coppia Babacar (Fiorentina) - Boakye (Juventus, che ci deve ancora un favore nell'affare Sorensen), entrambi in uscita dalle proprie squadre per far esperienza altrove. Un sogno sarebbe arrivare a Pavoletti (Sassuolo). Visto che Capello ha lasciato la truppa si potrebbe scommettere su un altro giovane di valore: Tiberio Velocci, attaccante di 18 anni del Genoa (ricordiamoci che il grifone è ancora in debito col Bologna per il discorso Portanova).
Et voilà, la squadra è fatta.
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