Davide contro Golia. La sfida che andrà in scena quest’oggi al Dall’Ara la possiamo riassumere così, uno scontro tra un gigante, il Bologna (sette Scudetti, due Coppe Italia, svariati altri trofei in una storia vissuta quasi per intero nella massima Serie), e la piccola ma astuta Virtus Entella, che al Dall’Ara giocherà la seconda partita della sua storia nella serie cadetta. Non è un caso che lo stesso allenatore dei Diavoli Neri, Luca Prina, abbia usato lo stesso identico paragone nella conferenza stampa della vigilia. Una vigilia tutt’altro che positiva per i chiavaresi, che arriveranno allo storico appuntamento del Dall’Ara più che rimaneggiati, specie a centrocampo, ma con tanto, tantissimo entusiasmo dalla loro e con nulla o quasi da perdere.

Immagine non disponibile

Due squadre agli antipodi, Bologna ed Entella, non soltanto per la loro storia. “Chiavari vive in una bolla di entusiasmo”, ci ha dichiarato qualche giorno fa il collega del Secolo XIX Domenico Marchigiani. Non potrebbe essere altrimenti, vista la rapida ascesa che ha visto protagonista la squadra ligure negli ultimi sette anni: dal campionato di Eccellenza alla Serie B nel breve volgere di sette anni (anche per merito a due ripescaggi, va detto), il tutto grazie a una struttura societaria tanto snella quanto efficiente, che ha fatto della valorizzazione dei giovani – attraverso la costruzione di un settore giovanile d’avanguardia e di una squadra di scout a dir poco eccellente – il proprio marchio di fabbrica.

Se il Bologna degli ultimi anni è l’esempio più lampante di come non si debba fare calcio, la società chiavarese è uno dei pochi esempi di “gestione illuminata” che il pallone nostrano sia stato in grado di mettere in mostra in queste ultime, desolanti stagioni dell’italcalcio. Il Presidente Antonio Gozzi, un pezzo grosso del mercato europeo (e non solo) dell’accaio, per amore della propria città ha preso in mano la Virtus Entella in un momento delicatissimo, portandola a un passo dall’Olimpo del calcio nazionale. Un “ricco non scemo”, si direbbe dalle nostre parti, un imprenditore che ha dimostrato come nello sport, per avere successo, servano prima di tutto le idee, oltre che il denaro per realizzarle.

Un esempio, quello della Virtus Entella, da seguire anche nella grande decaduta che è diventata la nostra squadra del cuore. Di soldi, dalle nostre parti, ne sono girati parecchi, anche negli ultimi anni, ma è stato soprattutto il modo in cui sono stati sperperate (e ci fermiamo qua) le risorse a disposizione che ci ha portato nell’inferno (altro che purgatorio) calcistico che per una piazza come Bologna è la Serie B. In questi giorni vissuti nella speranza di una netta e decisa svolta societaria, non possiamo non guardare agli avversari di oggi come a un magnifico esempio che i proprietari del futuro (se mai ce ne saranno) dovranno in qualche maniera seguire. A partire dal basso, dal settore giovanile, anch’esso trascurato (a dir poco) nel corso della disgraziata gestione Guaraldi.

Nonostante tutto, e non ce ne vogliano i tifosi dell’Entella, la nostra speranza è che, per una volta, a vincere sia il brutto e cattivo Golia, anche se non se lo merita. La squadra, l’ambiente e soprattutto la classifica hanno estrema necessità di una vittoria che non possiamo assolutamente lasciarci sfuggire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti