Se c’è un mese dell’anno in cui davvero adoro stare a Bologna, quello è agosto. La città non è più deserta come qualche anno fa, quando davvero si faceva fatica a trovare anima viva tra le vie del centro (e non solo), ma le settimane a cavallo di Ferragosto rimangono le uniche in cui è possibile godersi la nostra Bologna senza lo stress e gli isterismi tipici degli altri mesi dell’anno.

Il silenzio, più di ogni altra cosa, è ciò che a mio avviso rende piacevoli queste giornate; un silenzio relativo, che permette di godere di quei rumori, di quei suoni, di cui nella vita in città quasi dimentichiamo l’esistenza, ma che è bello riscoprire ogni anno quando le ferie portano lontano da qui la maggioranza dei bolognesi.

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Direte voi: ma non si dovrebbe parlare di Bologna F.C. 1909 qui? Sì, assolutamente, ed è proprio lì che voglio andare a parare, al termine di questa (sotto)specie di “Ode all’agosto in città”. Allo stato attuale delle cose, il Bologna di adesso mi ricorda molto da vicino la Bologna ferragostana: il silenzio dei vertici societari degli ultimi tempi ci ha permesso, almeno in parte, di riscoprire quanto sia piacevole seguire le vicende tecniche di una squadra di calcio.

Il Presidente Guaraldi, dopo aver portato la società ad un passo dal baratro (quel baratro è ancora pericolosamente vicino, è bene ricordarlo), sembra aver finalmente un paio di concetti basilari per chi – come lui – è azionistà di maggioranza di una squadra (e che squadra!) di calcio: 1) evitare di parlare a sproposito (consiglio valido in qualunque situazione); 2) avvalersi di collaboratori che il calcio lo conoscano bene, per davvero.

Sulla bontà del lavoro svolto fin qui da Filippo Fusco mi sono già soffermato più volte, perciò preferisco rimarcare quanto sia gradita la scelta di Guaraldi di tacere a tempo indeterminato. Alcune sue uscite, come l’autoproclamazione a miglior presidente della storia del club o l’ultima, tragicomica conferenza (contro la) stampa di inizio luglio rimarranno indelebilmente scolpite nelle nostre memorie; la speranza è quella di non doverne aggiungere altre in futuro.

La volontà di Guaraldi sembra proprio essere questa, come parrebbero dimostrare alcune mancate comparsate da parte del Presidente: la presentazione di Cacia è stata tenuta da Gianni Morandi, mentre al sorteggio dei calendari è stato il ds Fusco a rappresentare la società, nonostante in un primo momento fosse stata annunciata la presenza di Guaraldi.

Meglio tardi che mai, insomma? Nì, perché se è vero che il sollievo di non dover più fare i conti con le sparate di Guaraldi (fino a quando non è dato saperlo) è davvero grande, non possono essere dimenticati due anni almeno di gestione scellerata. Come sottolineato più volte da più parti, quando Guaraldi deciderà di passare la mano, sarà comunque troppo tardi.

A questo proposito, secondo i bene informati il silenzio di Guaraldi potrebbe essere una prova del fatto che il Presidente sarebbe sul punto di lasciare. Di voci su fondi, cordate e compagnia bella ne ho già sentite troppe in questi anni; meglio godersi questo piacevole silenzio agostano e non dar loro troppo peso. Nel caso in cui esse dovessero finalmente concretizzarsi, sarò il primo a rompere il silenzio con un fragoroso urlo di gioia, ma fino ad allora… Enjoy the silence.

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