Rowe e tre punti all'Atalanta. Due bei regali. Qualcuno aiuti Tedesco

Tedesco

Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco

La sfiga

Già con la Lazio c'erano state un paio di parate di Mandas, stasera con l'Atalanta ci si è messo anche un palo, oltre alle due paratissime di Carnesecchi. A volte il calcio è molto semplice, almeno nel percorso verso il risultato: il portiere deve parare e l'attaccante segnare. Sarebbe una analisi troppo semplice e semplicistica, perché se il Bologna avesse vinto così saremmo felici ma anche preoccupati per la prestazione, tuttavia il trend di questa squadra tende pericolosamente alla sconfitta. Un po' la sfiga che si attacca addosso a chi invece di perseguire l'Europa con determinazione ha deciso di tirare i remi in barca, un po' le categorie, che nel calcio esistono, e l'Atalanta ha giocatori migliori dei nostri, a partire dalla porta. Resta allora il dolore per una sconfitta immeritata, ma poi il merito che cos'è se alla fine non la butti dentro e il gollonzo lo prendi? Certo, si può parlare dell'ennesimo recupero allungato da un Doveri che quando vede Bologna tendenzialmente fa giocare fino a che qualcuno non segna (ricordare Lecce). Resta, però, un gol evitabile. Bastava qualcuno davanti a Samardzic e bastava lo Skorupski di due anni fa per evitare il tragico finale. E la porta è uno dei ragionamenti che a Casteldebole dovranno fare.

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