Alla fine non è andata così male come i disfattisti pensavano. Certo la prima gara ufficiale contro il Brescia non ha entusiasmato stampa, tifosi e critici ma è stata comunque una partita discreta e a tratti giocata anche abbastanza bene. Il primo tempo degli uomini di Pioli è stato èpositivo: si è fatto girare il pallone, si è vista abbastanza corsa, si è visto un Bianchi che ha lottato e supportato da solo il peso dell'attacco ed una difesa che non ha concesso nulla agli avversari. Nella ripresa le cose sono cambiate decisamente, sia per una questione fisica che anche, forse, per un fatto mentale: fino al settantacinquesimo le “rondinelle” non si sono viste dalle parti di Curci, e sembrava impossibile potessero segnare; si è quindi abbassato il livello di attenzione e nel finale qualcosa (poco) si è concesso. C'è stato del buono e del meno buono nella partita di sabato; bene Francesco della Rocca che ha dovuto sopperire per quasi tutti i novanta minuti alla brutta prova di Khrin. L'ex Siena ha preso il posto di Taider all'ultimo momento e ha giocato una partita di buona personalità in mezzo al campo facendo girare il pallone e offrendo una discreta interdizione. Non altrettanto si può dire del suo compagni di reparto: da lui ci si aspetta sempre qualcosa di più e la gara dell'altra sera è stata veramente poca cosa. Oggi considerarlo un titolare inamovibile sembra abbastanza azzardato. Anche perchè il rientro di Perez impone nuove gerarchie all'interno dello spogliatoio. In fase offensiva male Lazaros, sufficiente Kone, bene Mosacardelli e Bianchi, eccezionale Diamanti. Christodulopulos è palesemente fuori condizione, spesso si è trovato a correre a vuoto e non ha fatto nulla per mettersi in partita. L'altro greco del gruppo ha giocato una partita delle sue: tanta corsa e tanta quantità, ripiegamenti difensivi e poca lucidità sotto porta: insomma, niente di nuovo. Il Moscardelli entrato al suo posto è stato decisamente più pimpante e vivace e, oltre a regalare spettacolo e meritarsi gli applausi scroscianti dal Dall'Ara ha fatto quello che ha chiesto Pioli: sacrificio, lotta e aggressività. Bianchi ha retto il peso dell'attacco per novanta minuti, ma al sessantesimo era già visibilmente stanco e ha perso la lucidità sotto porta. Positivo il suo esordio. Si aspetti però prima di dare giudizi affrettati perchè ieri sera non ha segnato: per ora sembra essere sulla strada giusta. E poi c'è Diamanti e per lui le parole non servono più. In certi momenti è sembrato un po' egoista nel volere risolvere la partita da solo, ma è la stoffa del grande campione. Si è caricato la squadra sulle spalle e in certi momenti sembra va volesse dire “tranquilli, ci penso io”. È stato un Bologna discreto, lo si è detto. Ma per il campionato servirà sicuramente qualche cosa di più. Il Napoli non è il Brescia, il Campionato non è la Coppa Italia, i 40.000 del San Paolo che non vedono l'ora di abbracciare la loro “nuova” squadra non sono gli 8.000 rientrati da uno degli ultimi weekend in Romagna per vedere il Bologna. Quindi qualcosa bisogna sistemarlo. E soprattutto bisogna avere una gran personalità sul mercato e avere la forza di non cedere i pezzi pregiati.
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