Nemmeno il tempo di riprendersi dal soporifero derby di venerdì sera che il Bologna torna in campo nel Monday Night, valevole come anticipo dell’undicesima giornata di Serie B, per affrontare il Trapani. Uno scontro al vertice quello del Dall’Ara, visto che sia granata che rossoblù comandano la classifica del campionato cadetto, in compagnia di Carpi e Frosinone. Il sesto risultato utile in fila e le contemporanee battute di arresto di alcune avversarie hanno permesso alla truppa di Lopez di issarsi provvisoriamente in testa di una graduatoria ancora cortissima, come d’abitudine in quell’inferno di campionato che è la Serie B, riportando il Bologna al primo posto dopo la bellezza di 2246 giorni.
Tanti ne sono passati da quel 31 agosto del 2008 che ci vide sorprendentemente vittoriosi per 1-2 in casa del Milan Campione del Mondo in carica, grazie alla perla messa a segno da Francesco Valiani e al primo sigillo in campionato di un certo Marco Di Vaio (che proprio sabato ha appeso gli scarpini al chiodo; a proposito: grazie di tutto Capitano, ti aspettiamo a braccia aperte per il tuo ritorno a casa). Un’eternità, soprattutto se pensiamo a tutto quel che è successo da quel giorno di fine estate, che tra le altre cose decretò ufficialmente il passaggio di consegne dal Presidente della promozione Alfredo Cazzola al socio di minoranza Menarini, fino ad oggi. Due diciassettesimi posti e altrettante esaltanti salvezze per Renzo Menarini e la figlia-presidente Francesca, che nel 101esimo di storia del BFC decisero di passare il club nelle solide (eh!) mani di Sergio Porcedda, magnate (eh!) sardo che nel giro di pochi mesi portò il Bologna ad un passo (forse anche meno) dal fallimento.
L’intervento di Consorte, la fulminea discesa in campo del nemmeno friendzonato (poverino) Zanetti e l’altrettanto rapida scalata di Guaraldi ai vertici della società hanno fatto da preludio al disastro del costruttore (ma gambler di professione) di Zola, principale artefice della quarta retrocessione nella gloriosa storia della società. Un rapporto quasi viscerale quello di Guaraldi con la poltrona presidenziale, tanto che solo un paio di settimane fa, dopo un tira e molla durato almeno un paio di mesi, il proprietario di Futura Costruzioni ha (Deo gratias!) deciso di passare definitivamente la mano, facendo spazio al neo-presidente Joe Tacopina, a Joey Saputo e a chiunque altro voglia accodarsi al gruppo italo-americano nella costruzione di quello che tutti speriamo possa finalmente tornare ad essere un grande Bologna. Che il tanto agognato primo posto sia arrivato poco dopo lo sbarco degli americani nella nostra città è certamente un caso, che però non può non essere interpretato come un segno di speranza in un futuro degno del nome di questa società.
Un futuro che – e ritorniamo alla stretta attualità – inizia oggi, proprio con il match al vertice contro il Trapani di cui abbiamo parlato in apertura. Nelle prime 10 giornate, il Bologna ha affrontato 9 delle 11 squadre che attualmente occupano la parte bassa della classifica; tutte, in pratica, ad eccezione di Brescia e Catania, che tra le formazioni della parte destra della graduatoria sono probabilmente le più forti e competitive. Un ridimensionamento dei risultati fin qui ottenuti da Lopez e i suoi? No, assolutamente, perché in Serie B (e non solo) vincere non è mai facile, anche e soprattutto con le ultime della classe, e perché proprio i successi con le squadre più “deboli” sono la condizione necessaria (ma non sufficiente) per il raggiungimento di quell’obiettivo ormai dichiarato – ma tremendamente difficile da raggiungere – che è la promozione in Serie A.
Non si può però negare che da stasera inizi un campionato nuovo, che vedrà il Bologna opposto una dopo l’altra a tutte le formazioni più forti e quotate del campionato. Si inizia con il Trapani di Mister Boscaglia e di bomber Mancosu, primo di una serie di banchi di prova che ci daranno indicazioni importanti (e speriamo positive) circa il reale valore del Bologna costruito in estate da Filippo Fusco. Da oggi non si scherza più; per continuare a primeggiare anche nelle settimane e nei mesi a venire, servirà un atteggiamento completamente diverso rispetto a quello mostrato – in particolare nella prima frazione – nell’orribile derby di Modena. Chi scrive è certo che già da stasera gli uomini di Lopez saranno capaci fin da subito di ritrovare quella fame di vittoria che ci ha permesso, dopo 6 anni e rotti di disgrazie varie, di ritornare in testa ad una classifica.
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