La parola "colpo" ha ormai assunto nell'immaginario dei tifosi bolognesi un significato a dir poco ironico visto che in questi anni ad essa sono state associate vere e proprie meteore come Coelho o Savio. Ogni sessione di calciomercato si attende con ansia il primo titolo in prima pagina in cui si annunci come clamoroso un colpo di mercato e subito dopo scattano tra amici le scommesse sul numero di minuti che il malcapitato accumulerà nel corso della stagione. Quest'anno però avanza una sensazione diversa ovvero che possano essere spacciati per colpi quelli che in realtà non sono altro che rinnovi o ritorni chiedendo in pratica di ringraziare per qualcosa che si ha già in casa. Tutto è cominciato a fine marzo con il prolungamento fino al 2015 del contratto di Pioli: era assolutamente indispensabile? Se anche la Roma infatti avesse insistito nel suo corteggiamento, il tecnico avrebbe comunque dovuto chiedere al Bologna di essere lasciato libero e quindi sfugge davvero il significato di questa firma superflua su un foglio di carta. Appena un mese fa lo stesso schema si è ripetuto con il giovane portiere Stojanovic a cui è stato allungato il contratto di un altro anno fino al 2016. Che senso ha preoccuparsi di legare ulteriormente a sè un calciatore che avrebbe comunque altri due stagioni in rossoblù e che anche nella prossima sarà una riserva? Le ultime indiscrezioni addirittura indicano che anche con Taider potrebbe ripetersi la medesima operazione nonostante una firma che lo vincola già al Bologna fino al 2015. Esaurito il capitolo dei rinnovi inutili, passiamo ai finti acquisti come quello che potrebbe avvenire con il ritorno di Della Rocca che due anni fa è stato ceduto in comproprietà al Palermo e ora sembra pronto a rientrare a Casteldebole in prestito. Un altro esempio è quello di Christodoulopoulos con cui c'era già un patto da gennaio per apporre le firme su un nuovo contratto a partire da luglio sfruttando la possibilità di tesseramento a parametro zero. L'accordo che lo legherà al Bologna per i prossimi tre anni quindi non può certamente essere considerato un colpo di mercato. Allargando ancora il discorso possiamo analizzare la situazione di Krhin e Kone. Il primo è destinato a restare a Bologna di comune accordo con l'Inter, mentre per il secondo il club di Guaraldi dovrebbe riuscire a strappare la seconda metà del cartellino al Brescia. Non si tratta però di veri acquisti ma soltanto di operazioni ovvie per una squadra che ambisca ad alzare l'asticella delle proprie ambizioni rispetto alla stagione precedente partendo come minimo dalla conferma degli atleti già in rosa. È lo stesso caso di Diamanti, leader e capitano di questo Bologna, la cui eventuale permanenza nonostante le pressioni di Milan e Juventus non potrà essere in alcun modo spacciata come un nuovo acquisto neanche in caso di un ulteriore (e inutile) adeguamento del contratto. E, per favore, si eviti di ritrovarsi a settembre a raccontare che i rientri di Acquafresca e Casarini andranno a rimpiazzare le partenze di Gilardino e Perez. Non ci crederebbe nessuno.
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