Nella vita di tutti i giorni vi sembrerebbe normale acquistare un bene qualsiasi come ad esempio un'automobile e pagare solo metà delle rate continuando a viaggiarci senza nessun problema? Purtroppo sappiamo bene che un simile comportamento non sarebbe consentito e dopo pochi mesi (se non addirittura giorni) di insolvenza ci ritroveremmo inseguiti dai creditori e annaspanti in un oceano di fredda burocrazia che purtroppo in questi anni sta facendo anche troppe vittime. Il mondo del calcio però è spesso completamente avulso dalle logiche che regolano la vita di noi comuni mortali e allora può succedere che una squadra acquisti un calciatore per poi pagarne poco più della metà senza che per anni nessuno si preoccupi di presentarle il conto. Ecco cosa è successo in questi tre anni con l'Espanyol che nel gennaio 2010 prese in prestito l'attaccante Pablo Daniel Osvaldo dal Bologna facendo valere poi nell'estate successiva il diritto di riscatto sull'intero cartellino. Dopo averlo pagato 7 milioni dalla Fiorentina appena un anno e mezzo prima, il Bologna dei Menarini lo vendette alla squadra iberica valutandolo appena 5 milioni e concendendo pure un generoso pagamento dilazionato. Incredibilmente però l'Espanyol ha poi pagato solo il 60% del totale concordato ignorando le rate successive e fino ad oggi ha potuto continuare indisturbato a giocare nella Liga collezionando anche un ottimo ottavo posto proprio nel 2010/2011. Il Bologna nel frattempo ha cercato di barcamenarsi tra un debito e l'altro sfiorando il fallimento ed inseguendo ogni anno una faticosa salvezza ma nessuno tra Menarini, Porcedda, Zanetti e Pavignani si è mai posto veramente lo scrupolo di presentare agli spagnoli il conto di quell'attaccante che in maglia biancoblu ha segnato 20 gol in 44 presenze. Addirittura nell'estate del 2011 l'Espanyol ha ceduto poi al corteggiamento della Roma rivendendo il giocatore ai giallorossi per una cifra complessiva di 15 milioni di euro più altri 2,5 eventuali legati a bonus. La situazione a questo punto è diventata ancora più assurda visto che anche nella nostra Lega di Serie A nessuno ha mai pensato di verificare che la storia dei trasferimenti precedenti dell'attaccante fosse in regola. In pratica il club di Barcellona ha potuto rivendere un cartellino mai del tutto saldato: pratica anomala per non dire illecita che sarebbe stata da bloccare immediatamente, prima ancora di apporre le firme sui contratti. Eppure forse ricorderete quando nell'estate del 2011 il West Ham minacciò di bloccare il trasferimento in comproprietà di Alessandro Diamanti dal Brescia al Bologna proprio perchè doveva ancora ricevere l'ultimo saldo dal club lombardo. Le regole vanno sempre rispettate a maggior ragione quando si parla di affari e tutti ricordiamo benissimo quanto sia costato al Bologna un mancato pagamento nell'autunno del 2010 ad opera dell'allora presidente Porcedda. Il fatto che finalmente il Tas di Losanna abbia condannato l'Espanyol a saldare il suo debito di 2 milioni di euro con il Bologna entro un mese è allora da accogliere come una bella ventata di aria fresca e per una volta anche i tifosi più critici penso che possano apprezzare la volontà del presidente Guaraldi di arrivare fino in fondo a questa squallida vicenda difendendo finalmente l'onore e il diritto della sua e nostra squadra. Solo ieri il numero uno del club rossoblu si lamentava delle contestazioni ricevute da parte della tifoseria ma in fin dei conti sono gesti come questi che possono invertire la tendenza e fargli risalire lentamente una strada resa tutta in salita dalle scelte di questi anni. La risalita, se Guaraldi lo desidera. è appena iniziata: ci sono tre mesi di mercato per continuare a percorrerla. Con due milioni di euro in più in tasca.
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