Dopo le tante parole spese in questi due mesi, il fallimento scongiurato e l'iscrizione completata, ecco che con la presentazione della campagna abbonamenti comincia la stagione 2014/2015. Certo, manca ancora una settimana per rivedere i ragazzi rossoblù allenarsi a Casteldebole, e manca un mese e mezzo alla prima gara ufficiale di campionato, ma intanto si comincia a percepire, anche se ancora in lontananza, il sapore del nuovo anno calcistico.

È una campagna abbonamenti abbastanza essenziale quella che è stata presentata ieri, non ci sono state frasi ad effetto o portieri improvvisati come lo scorso anno. Non ci si aspettava niente di clamoroso, anche perchè alla società ogni piccolo passo falso (quindi magari esagerazioni o proclami privi di senso) non verrà più perdonato. Meglio quindi rimanere nell'anonimato e attenersi a qualcosa di semplice, per evitare che possano nascere critiche evitabili che sarebbero inutili.

Come ogni anno ci saranno coloro che non avranno dubbi nel sottoscrivere la tessera e non esiteranno due volte a rinnovare quella dello scorso anno, ci sarà chi una volta per tutte dirà “NO”, e ci sarà chi si porrà nel mezzo, aspettando il mercato per capire se il Bologna del futuro potrà davvero fare la voce grossa nella prossima serie B. Lo scorso anno vennero firmate 12 mila tessere, quest'anno il numero calerà, per i motivi più svariati che vanno dal rifiuto di vedere la serie B, ai problemi personali (il sabato è comunque un giorno di lavoro per molti), al rigetto nei confronti della società, o all'essere stanchi di vedere una squadra che da troppo tempo non fa divertire e che ha trasformato il piacere di vedere i colori del cuore in una vera e propria sofferenza.

Ci saranno invece coloro che rimarranno fedeli alla teoria de “Il Bologna è una fede” e che si abboneranno solo per amore. Non importa chi saranno i giocatori, non importa se ci sarà ancora Guaraldi o dirigenti che fanno il male (ah no, quelli sono i giornalisti...) della squadra; l'unica cosa che conta è il Bologna e un amore che porta a considerare la squadra quasi come un culto che i fattacci degli ultimi tempi non sono certo in grado di scalfire. Queste persone non ci penseranno due volte, sottoscriveranno il loro abbonamento e ad ogni partita saranno lì a soffrire, lamentarsi e arrabbiarsi per quello che vedranno.

Al loro fianco ci sono gli indecisi, quelli che aspetteranno fino all'ultimo promettendosi che l'agonia dell'anno appena trascorso è stata troppo alta e non hanno voglia di ripeterla; ma alla fine cederanno perchè (anche se non lo vogliono ammettere) rientrano totalmente nella categoria precedente.

Chi invece vorrà davvero aspettare la campagna acquisti e valutare il da farsi solo dopo avere visto come sarà impostata la squadra, temo dovrà attendere ancora un bel po'. Certo, se l'allenatore fosse stato Zeman, i dubbi probabilmente non ci sarebbero nemmeno stati, ma la realtà è diversa e pensare che gli arrivi di Lopez, Troianello e Matuzalem possano essere le credenziali che porteranno ad un aumento delle sottoscrizioni, appare abbastanza utopistico.

Ognuno farà la propria scelta, nella speranza che sia quella giusta e non ci siano ripensamenti. Il bene del Bologna sono anche (anzi, soprattutto) i suoi tifosi e il suo pubblico: lo scorso anno è stato dimostrato che la vicinanza alla squadra non è mai mancata. Se i giocatori (soprattutto i nuovi) capiranno fin da subito la passione e l'amore che la città è in grado di trasmettere, magari avranno stimoli in più fin dal primo giorno per cercare di ottenere la promozione. Insieme, tutto può essere più facile.

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