Il 2015 è iniziato da cinque giorni ma, noi di Bologna, che l’aria fosse nuova l’avevamo capito già da due mesi. Calcisticamente parlando, chiaro. Sono bastati solamente questi cinque giorni, tuttavia per darcene la conferma.

Dopo anni di elemosine, finalmente i rossoblù si presenteranno sul mercato con una potenza di fuoco degna del loro blasone, anche se ancora zavorrata da gravi retaggi delle precedenti, insensate gestioni. Certo, grazie allo splendido lavoro di Filippo Fusco (solo per Giannone ha scucito qualche euro per il prestito, tutti gli altri sono arrivati a zero: fa un po’ sorridere letto oggi) abbiamo scoperto che sì, se uno ne capisce di calcio è anche possibile costruire una squadra seconda in classifica senza budget, ma prima di scoprirlo siamo passati attraverso anni di devastanti forche zanziane. Ora non c’è più Fusco, a cui va un grazie gigantesco, sostituto da Pantaleo Corvino, unanimemente riconosciuto come uno dei migliori esperti di calcio, scopritori di talenti nonché negoziatori sulla piazza. Uno dietro al quale fino a sei mesi fa avremmo sbavato senza vergogna oggi è sbarcato in città, ed è a lui che è affidato il compito di costruire una squadra da Serie A.

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Perché sì, la squadra che ci troveremo alla fine del mercato di riparazione sono certo sarà palesemente da promozione. Giovinco o no, Borriello o no, arriveranno uomini (e non solo giocatori: spero si continui sulla falsariga della filosofia estiva) che tapperanno i buchi mostrati dal Bologna durante il girone d’andata, andando di conseguenza a eliminare gli alibi di cui questa squadra ancora oggi gode a pieno titolo. I margini di errore saranno ridotti al minimo, ed eventuali scivoloni avranno un peso specifico nettamente superiore.

La formazione di Diego Lopez, con tutte le sue difficoltà ma comunque dotata di un arsenale non indifferente, sin qui si è comportata bene. Ha pagato carissimo alcuni errori, senza i quali il distacco dal Carpi sarebbe praticamente nullo, ma ha fatto divertire spesso e volentieri il proprio pubblico giocando a calcio: una pratica alla quale eravamo ormai disabituati. Dopo Catania l’avevo definita la squadra da battere e ne resto ancora convinto. Se mi guardo indietro e ripenso alle partite disputate dal Bologna, vedo che solo il Frosinone è riuscito a schiacciare i rossoblù, per solo un tempo oltretutto, mentre le altre hanno subìto e solo grazie a dei regali sono riuscite a non soccombere, Carpi incluso.

Ora, però, quel calderone che è la Serie B comincerà a scaldarsi sempre di più, per arrivare tra tre mesi a essere bollente. Servirà un cambio di marcia, anzi sarà proprio quello che verrà esplicitamente richiesto a Lopez e ai suoi ragazzi. Se prima la Serie A, con una squadra allestita in totale precarietà, sembrava una pretesa eccessiva, ora diventa l’obiettivo da non fallire. Ce la si può fare? Assolutamente sì. Si farà.

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