Stai assieme a una ragazza da qualche anno, storia che procede tra alti e bassi, in effetti lo vedi che le cose peggiorano con il passare del tempo però speri sempre che a un certo punto si riprendano, magari con un miracolo. E invece no, anzi scopri addirittura di essere cornuto, e parecchio. Ti arrabbi, diventi furente, la lasci. Dopo l’estate ti metti con un’altra ragazza, diversa, ma sei diverso pure te: sei più diffidente, lo scotto di essere diventato un cervo ti ha segnato e così, dopo un paio di uscite in cui vedi che saluta un amico, ti incazzi come se fossi nuovamente cornuto. Però non lo sei, non ancora almeno… Sei solo tuttora sotto shock per quanto successo pochi mesi prima, e temi possa accadere di nuovo: la tua soglia di attenzione si è alzata tantissimo, la tua soglia di tolleranza è a livello zero.
Asciugata di un numero enorme di variabili e quindi semplificata al massimo, la situazione del tifoso del Bologna la leggo un po’ così. Il paragone vale solo per le sensazioni che si provano, sia chiaro, perché qui nessuno ha mai lasciato nessuno: i tifosi ci sono da sempre, e sempre ci saranno. Però credo che, nella valutazione della squadra, ci si tiri dietro parecchie delle scorie della stagione passata. E lo capisco, perché sono stati nove mesi di inferno conclusi appunto nel peggiore dei modi, con l’inizio di questa nuova relazione che ricalca in maniera inquietante quanto vissuto allora. Ma è presto per i catastrofismi, è presto per gridare di essere nuovamente stati traditi. La formazione è completamente nuova, e necessita del tempo fisiologico per amalgamarsi. E comunque, rispetto alla Coppa Italia a Perugia qualcosa di meglio si è visto: sofferenza zero durante il primo tempo, e all’inizio della ripresa un paio di contropiedi interessanti gestiti male prima di regalare (sì, regalare) la partita agli umbri. Contro l'Aquila, formazione di una categoria addirittura inferiore, si era visto un pianto di centoventi minuti. Così com’è questa squadra non può ambire alla promozione, al massimo a un posto nei playoff, e lo si dice da tempo. Non è detto neanche che oggi arrivi il minimo indispensabile a tentare un salto di qualità, cioè un attaccante esterno/seconda punta affidabile, poiché della situazione ingaggi del club sappiamo tutto. Tuttavia non siamo neanche una banda impresentabile già adesso, e ci sono le basi per sperare che questa nuova relazione migliori con il passare dei mesi.
Solo che poi, tornando alla storiella iniziale, alla fine il problema non è tanto la nuova morosa, e lo sappiamo anche noi. Il problema è che il tizio che ha salutato quel paio di volte, facendoci arrabbiare così tanto, è lo stesso con cui siamo stati cornificati la volta precedente. Hai capito il caso? È sempre qui, e aleggia pesantemente su di noi. Si chiama Albano Guaraldi, e se non gironzolasse più attorno alla nostra ragazza saremmo molto più tranquilli. Ma pare che le sue intenzioni non siano queste, pare abbia voglia di restare. Doveva proprio venire a intromettersi nei nostri affaari di cuore?
(La storia vale anche invertendo maschio/femmina...)
© RIPRODUZIONE RISERVATA