Quella contro il Torino era la prima partita veramente da vincere di questa stagione, e il Bologna l’ha toppata. Ci potrebbero essere delle attenuanti, volendo, come iniziare la partita già sotto di un gol, o come giocare tutto il secondo tempo in dieci contro undici. Non si può però cominciare a piangere già alla quarta giornata, quando l’unica cosa da fare è mettersi sotto per provare a risolvere dei problemi che continuano a palesarsi.

La difesa, per esempio, oggi s’è fatta nuovamente sorprendere in condizioni di superiorità numerica. Era successo domenica scorsa sul gol di Di Natale, è successo oggi con D’Ambrosio, seppur in maniera meno clamorosa. Una squadra che lotta per la salvezza non può restare imbambolata in quel modo, facendosi infilare senza troppi sforzi. Soprattutto se l’avversaria è una diretta concorrente per non retrocedere, e su certi palloni dovresti lanciarti come se non ci fosse un domani. E, soprattutto bis, quando la produzione offensiva non è così spumeggiante da consentirti di vincere le partite facendo un gol in più dell’avversario. Perché anche oggi in attacco si è fatta una fatica bestia. Le poche azioni pericolose, gol incluso, sono nate dai calci piazzati di Diamanti: non capita mai, vero? Poi l’uomo su cui tutti puntavamo i riflettori per questa partita, Rolando Bianchi, quei riflettori li ha rifuggiti: una prestazione volenterosa ma totalmente sterile, e dubbi sulla sua intesa con Alino che continuano ad aumentare. Perché il problema non è che il ragazzo i gol li sbagli, ma che nelle ultime due partite non abbia mai tirato. Bianchi è uno che in porta ci va messo, le azioni non se le costruisce da solo, e questo lo si sapeva fin da subito. Probabilmente è quello che ha accusato di più il cambio di modulo dal 4231 al 4312, e chissà che l’inserimento di un giocatore sulla carta a lui complementare come Cristaldo non possa dargli una mano.

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Altro discorso che merita attenzione è la condizione mentale della squadra. I gol subiti nelle ultime due gare sono frutto di gravi disattenzioni. Oggi poi Peruzzo ha estratto più cartellini che canini il mio dentista, e durante l’intera gara i nervi del Bologna sono sembrati sempre a un livello di tensione notevole. Questo andrebbe benissimo se si traducesse in una fotta travolgente sul campo, ma dal momento che non è così allora è un atteggiamento del tutto controproducente. E proprio sull’importanza dell’atteggiamento Pioli aveva speso parole importanti alla vigilia: non credo sia soddisfatto. Farsi cacciare fuori nel tunnel è un’impresa vista poche volte, e anche se magari Peruzzo è permaloso da far spavento, da un giocatore esperto come Natali non me lo sarei aspettato. Così come le continue lamentele di Diamanti, forse il sintomo da tenere più sotto osservazione: non mi meraviglierei si trattasse di pura e semplice frustrazione per il capitano, conscio del peso enorme che si porta sulle sue spalle.

Dunque, contro il Torino dovevi fare tre punti e non li hai fatti. Mercoledì viene il Milan, che ieri ha perso con il Napoli, e domenica vai a Roma. L’anno scorso il Bologna falliva con le piccole e sorprendeva con le grandi: sarà ancora così, no? Per favore fate di sì.

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