Probabilmente in questa città non siamo capaci di stare tranquilli troppo a lungo. Forse siamo talmente abituati a patire e a soffrire, che anche quando ormai gli scheletri del passato sembrano essere sul punto di svanire, cerchiamo un appiglio per farli riemergere. Siamo masochisti per non dire autolesionisti e ci piace così, perché nella sofferenza siamo sempre riusciti a sfangarla, tanto da vedere questa condizione come la normalità. L'appagamento e la serenità sono sensazioni che non siamo più in grado di provare e ci vorrà tempo per riabituare le nostre menti a pensare positivo e ad attendere la conclusione degli eventi con fiducia e serenità. A Bologna non solo siamo abituati a fasciarci la testa prima di cadere, ma addirittura ci facciamo male appositamente, per poi far vedere quanto siamo bravi a guarire da soli.
Veniamo da tre anni di gestione Guaraldi e le scadenze imminenti (che gli organi di informazione continuano a rammentarci ogni giorno) sono anche quelle relative ai premi che Zanzi ha inserito nei contratti di molti tra i giocatori che l'anno scorso sono retrocessi. Parliamo di niente, cioè in realtà parliamo di milioni di euro, ma fa scappare da ridere pensare che in città c'è ancora qualcuno che tenta di gettare fango su Tacopina e Saputo, che mette in discussione la loro affidabilità, dopo che per lungo tempo la coppia Guaraldi-Zanzi ha potuto operare indisturbata e creare tutti quelle voragini nei conti societari, che ancora oggi fanno tremare i fanatici del fallimento imminente. Siamo una città strana, ma forse è proprio questo che ci contraddistingue e che ci rende speciali. Del resto le cose troppo semplici non sono affascinanti come quelle ingarbugliate. Domani (oggi ndr) la situazione sarà comunque più chiara a tutti, quindi non ci resta che attendere.
Questione Fusco: l'attuale direttore sportivo del Bologna ha creato una discreta squadra con nulla in mano e per questo è da apprezzare. A quanto pare lo stesso Tacopina ha dimostrato di stimarlo tanto. Tuttavia quando “the Bologna's strong project” era ancora agli albori, si erano scelti alcuni capisaldi e gli accordi prevedevano l'arrivo di Corvino in sostituzione di Fusco. Ovviamente non si tratta di una bocciatura, ma di un normale avvicendamento dovuto al cambio di società. Fa parte del mondo del calcio ed è logico che lo stesso Fusco possa rimanerci un po' male, ma credo che comprenderà la situazione, così come faranno i giocatori. Del resto stiamo parlando di professionisti seri.
A settembre tutti erano d'accordo nell'accettare come obiettivo quello di arrivare a gennaio in linea di galleggiamento nelle prime posizioni e di approfittare del mercato invernale per intervenire ed inserire quelle pedine che possano facilitare l'approdo in serie A. Finora siamo in linea e quindi manca poco per raggiungere questo primo obiettivo. Fusco aveva questo compito e nessuno si aspettava di più.
A gennaio la nuova società potrà cominciare ad investire e per farlo ha scelto Corvino. A quanto pare sembra che la staffetta tra i due direttori non piaccia a nessuno (sarebbe bello ci venisse spiegato il motivo). E' ovvio che non avrebbe senso tenere Fusco per fare solo il mercato invernale, poiché la storia del Bologna non finisce a gennaio e si deve già pensare a costruire il futuro.
Forse non tutti l'hanno capito, ma Tacopina sta costruendo un club con ambizioni importanti che prevedono un progetto. Dobbiamo dimenticarci della strategia guaraldiana che si basava sul vivere alla giornata con prestiti e spese folli per rimediare ad errori. Per rilanciare il Bologna serve programmazione: presentarsi a gennaio con un direttore sportivo con la data di scadenza non avrebbe nessun senso in ottica di progettualità.
E' vero, la serie A non è ancora raggiunta e anche con gli innesti di Corvino, non sarà una pura formalità. Questo deve essere il leitmotiv di Lopez da qui alla fine, tuttavia sarebbe stupido costruire una squadra senza ragionare anche sui prossimi anni.
Ora rilassiamoci e dimentichiamo di parole e concetti come fideiussione, scadenze, debiti. Ne sentiamo già troppe durante la settimana, nella vita di tutti i giorni. Parliamo di pallone, di mercato e di futuro e cerchiamo di pensare che forse grazie a questa compagine societaria potremmo vivere giorni migliori. Sarebbe sbagliato sognare ad occhi aperti ma perlomeno smettiamo di lamentarci tutti i giorni e di vedere un futuro fatto solo di sofferenze e fallimenti.
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