E’ un Natale d’altri tempi, un Natale vintage: arriva la Pro Vercelli, gloria dell’età dell’oro, quando il Bologna faceva tremare il mondo, quando il calcio era ancora un gioco. Giocare a pallone era un piacere, fare il presidente di un club un grande onore più che un grande business. Fumantini i tifosi, anche allora, ma non beceri.

Nel 1921 l’edizione più prestigiosa delle sfide tra felsinei e piemontesi: la finale Interregionale nord, vinta da Rosetta & C. per 2 a 1.

Ci affidiamo alla nostra Belle Epoque per uscire dalla nebbia di quesito giorni.

Calcisticamente parlando non è un Natale da buoni sentimenti, sotto l’albero il tifoso sembra quasi pretendere dai beniamini il regalo più prezioso. Commenti velenosi, rabbia eccessiva, impazienza, intolleranza dopo il passo falso di Avellino. Eppure il campionato è ancora lunghissimo, eppure la squadra ammazza-torneo può ancora nascere. Tutto può e deve ancora accadere, ma emerge il malcontento generalizzato, la mal sopportazione del tecnico Lopez che non riesco a capire. Non riesco a capire cioè se si tratti dello stato d’animo di una minoranza chiassosa.

A Lopez, io, non mi sento di muovere particolari appunti. Se proprio devo... uso una metafora. Vorrei tanto che fosse quel “professore" che sapeva portare i suoli studenti più indietro al livello dei migliori. Lopez ha ancora la guida del gruppo però ha marcato anche le gerarchie, distanziando il clan dei titolari da taluni panchinari.

La gente ringhia: abbiamo perso brillantezza e non sappiamo più vincere. Vero. Però ci sta che, dopo essere riuscito a schermare bene il gruppo nel periodo delle incertezze del club, oggi il clan soffra un piccolo effetto collaterale.

Cosa intendo dire? Due cose. La prima: le fortune dell'allenatore le fanno i bravi giocatori. Il Bologna di Lopez, in questa fase, lamenta una flessione di quelli che dovrebbero rappresentare un valore aggiunto. Il gruppo è ancora granitico.

La seconda: forse Lopez non riesce a cambiare in corsa la squadra ma è pure vero che le emorragie sono state frutto di episodi.

Non sapendo se certi messaggi di rabbia verso la squadra rappresentino l’umore della piazza intera, mi rifugio nelle mie sensazioni. Veniamo da prove deludenti, come ad Avellino? Io preferisco siano venute a dicembre, prima del mercato di riparazione, fase in cui sarà necessario intervenire. Solo a fine gennaio ci potremo esprimere sul futuro. Ciò a cui puntiamo tutti sta a cuore anche al proprietario del club: tornare cioè al più presto in A. Buon Natale, allora. Non cedete alla tentazione di seguire i nuovi barbari, quelli che hanno venduto l’anima al diavolo, i cacciatori di scoop a tutti i costi.

Buon Natale a tutti i cuori rossoblù!

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti