~~Un altro 0-0, un attacco che non fa goal contrapposto ad una difesa efficace ed efficiente. Ecco la sintesi di questo scorcio di stagione del Bologna, una squadra che ha trovato un'ottima solidità difensiva e che allo stesso tempo ha perso lucidità in attacco. Con la palla tra i piedi, i rossoblù sono spaesati, non riescono a cucire una trama d'attacco produttiva, non verticalizzano e gli attaccanti sono molto isolati ma anche molto poco propensi a cercarsi quei palloni che potrebbero essere trasformati in goal. Una situazione preoccupante, soprattutto perchè stiamo entrando nella fase più importante della stagione e, se “il buon giorno si vede dal mattino”, c'è poco da stare tranquilli.

Ma dove possono essere cercate le cause del calo di questo Bologna? Io mi focalizzerei in modo particolare su due aspetti, uno legato ad una condizione fisica al momento insufficiente ed uno legato invece all'atteggiamento degli avversari. Ma partiamo dal primo: i giocatori rossoblù sono in un periodo di netto calo fisico, non riescono a reggere più di un tempo e si trovano in debito di ossigeno rispetto alle avversarie. A Varese il Bologna non era praticamente sceso in campo nei primi quarantacinque minuti di gioco, poi però aveva dominato nella ripresa, mentre contro Modena e Trapani si è visto esattamente il contrario, con i rossoblù abbastanza in palla nel primo tempo e decisamente contratti e sulle gambe nel secondo. Sono già diverse settimane che si riscontra questo problema, ma se in un primo momento la convinzione era che il richiamo della preparazione invernale prevedesse un calo a febbraio per poi dare il massimo negli ultimi due mesi, adesso nutro qualche dubbio su questa teoria. Il Bologna è sembrato affannato e stanco e sinceramente faccio fatica a pensare che nelle prossime settimane possa esserci una totale inversione di tendenza rispetto a quello che si sta vedendo ora.

Oltre ad una motivazione “interna”, penso ci sia anche una motivazione “esterna” a determinare il calo dei rossoblù in termini di risultati, ed è legata all'atteggiamento delle avversarie che vengono incontrate. Se nella prima parte di stagione il Bologna era quasi sottovalutato, adesso non è più così. Mi spiego meglio: soprattutto dopo un avvio parzialmente deludente, i rossoblù non erano visti come la squadra in grado di ammazzare il campionato, gli avversari entravano in campo con una mentalità diversa da quella che usano ora e per il Bologna c'erano più spazi e più possibilità di fare la partita. Poi le cose sono cambiate, ci si è issati nelle prime posizioni, è cambiata la dirigenza, sono arrivati nuovi giocatori e inevitabilmente la banda di Lopez è stata etichettata come la grande big della serie B; questo porta i giocatori avversari ad avere un atteggiamento diverso, li porta a scendere in campo più concentrati e determinati, e i rossoblù non sono più in grado di fare la partita che vogliono. E poi c'è sempre un discorso di modulo, perchè questo 4-3-1-2, per quanto affidabile, si sta rivelando troppo prevedibile e poco concreto, facile da leggere per gli allenatori avversari e facile, ormai, da contrastare.

Insomma, possiamo sempre continuare a guardare il bicchiere mezzo pieno e dire che il secondo posto è mantenuto, ma la situazione non è più rosea come qualche settimana fa, e anche Lopez nella conferenza stampa post-Trapani è sembrato più allarmato del solito. Le possibilità per fare bene (e meglio) ci sono tutte, così come -senza allarmarsi e disperarsi- c'è la possibilità concreta di andare in serie A senza passare dai playoff (che sarebbero deleteri vista la condizione fisica di cui sopra), ma serve qualcosa di più di quello che si sta vedendo adesso. E serve il prima possibile, perchè è vero che mancano 10 partite e ci sono 30 punti a disposizione, ma è anche vero che non si può pensare di rimandare ancora il momento per dare la svolta alla stagione.

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