La notizia è di ieri, Massimo Zanetti acquisterà le quote del Treviso calcio e ne diventerà presidente. Proprio così, il magnate del caffè si rimette in gioco nel calcio dopo la brevissima parentesi come presidente del Bologna F.C., durata poco meno di un mese due anni orsono. Dopo le dimissioni dalla presidenza del club rossoblù per divergenze con alcuni soci della cordata che salvò il Bologna dal fallimento, il nome di Zanetti era rimbalzato spesso fra i mass media per quello che poteva essere un suo rientro operativo nel BFC, per dare una mano (o rilevare?) l’attuale presidenza. Bene, da ieri anche queste periodiche sparate non avranno più ragion d’essere e i bolognesi potranno finalmente mettersi il cuore in pace una volta per tutte: Zanetti alla guida del Bologna è un capitolo chiuso. E i miliardi? E l’avere le spalle coperte? E tutti i discorsi basati sulla sicurezza economica che un magnate come lui può garantire? FINE. Purtroppo il tifoso rossoblù rimarrà sempre col dubbio “come sarebbe andata?”, visto che dopo la sua nomina, accolto dai giornalisti e dai tifosi entusiasti, fuori dagli uffici di Intermedia disse subito “Non sono un ricco scemo” in risposta ad eventuali investimenti da fare per potenziare un Bologna da ricostruire? Una frase infelice e smorza entusiasmi dopo pochi minuti dall’investimento, non male come inizio. Da lì è stato un continuo peggiorare, dalle polemiche in diretta TV, al ritorno di Baraldi come d.s. seppur inviso alla piazza, alle frecciate coi soci, sino alle dimissioni del 21 gennaio 2011. In un mese quindi, cos’ha fatto come presidente Zanetti? È partito con la mossa impopolare di nominare Baraldi come suo uomo di fiducia ed ha presenziato a Bari-Bologna 0-2, punto. Nel frattempo, le contestazioni dei soci per il suo operare in solitaria, devono aver veramente fatto arrabbiare uno degli uomini più ricchi d’Italia che s’è offeso a tal punto da non poter sopportare un minuto di più tutti questi fuocherelli intorno a lui…già, un uomo che con un colpo di spugna, avrebbe potuto spazzare via tutto e tutti e fare il presidente da solo, liquidando tutti e programmando il futuro che voleva per il Bologna, squadra di una città che dagli anni ’70 lo ha accolto ed aiutato nella sua escalation professionale. Inutile tornare sul come poteva essere con Zanetti e i soci o senza, così come è tempo perso ringraziare per i famosi 4 milioni versati subito: una volta, due, tre…poi basta, per carità, prendiamo atto dell’importanza della liquidità messa subito, ma non bisogna dimenticare la gravità di non aver dato seguito al lavoro fatto per salvare il club dopo tutto ciò che Consorte ha smosso per unire l’imprenditoria bolognese, in un’impresa senza precedenti, per non parlare del venir meno con l’impegno preso con i tifosi, di ridare dignità al Bologna F.C.. Ad ogni modo Zanetti è tornato in pista, ha fatto la sua scelta, il calcio lo affascina evidentemente, tanto che nelle sue parole di ieri parla già di tornare in alto col Treviso (tornare?!) e di fare un nuovo stadio con attorno alberghi e negozi. Già, perché gira e rigira si torna sempre lì, le parole chiave sono, “progetto”, “stadio nuovo” e “modello Udinese”, che Zanetti non ha menzionato ma che prima o poi dicono tutti. Quindi, amici e tifosi rossoblù, salutate per sempre Massimo Zanetti e augurategli buona fortuna per la sua nuova avventura, siete liberi. Finalmente.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti