L'aspetto positivo della partita di ieri sera probabilmente è che il Bologna ha dimezzato il numero di gol presi rispetto alla trasferta di Roma. Andando avanti così forse nell'ultima gara contro il Genoa i rossoblu potrebbero anche mantenere inviolata la propria porta. Nove gol subiti in quattro giorni però sono davvero troppi e due indizi iniziano a fare una prova: il motore del Bologna si è spento. Il primo tempo di ieri sera poteva illudere, ma la ripresa ha decisamente riportato alla memoria gli orrori visti in campo contro la Lazio aggravati dalla presenza in campo di alcuni interpreti tecnicamente inferiori. Perchè onestamente la difesa schierata ieri sera da Stefano Pioli sembra degna al massimo di una bassa Serie B e dimostra che dietro i pochi titolari di livello questa squadra è formata solo da scarti e scommesse perse. Per mascherare le lacune della retroguardia e allo stesso tempo dimostrare una reazione al pubblico del Dall'Ara allora ieri il Bologna ha deciso di aggredire il Napoli sin dal primo minuto. Peccato che prendere a calci gli avversari non equivalga a giocare a calcio e nel giro di poche decine di minuti tre diffidati rossoblu (Gilardino, Kone e Perez) abbiano ricevuto altrettante ammonizioni che li costringeranno a rinunciare alla trasferta di Parma. Non bisogna però farsi ingannare dal furore messo in campo dai rossoblu in avvio di gara: il nervosismo e la rabbia non sono armi utili per costruire azioni da gol e anche Pioli se ne è accorto. Infatti nella ripresa i suoi ragazzi hanno abbassato il livello agonistico probabilmente con l'intenzione di iniziare a ragionare ma in pratica offrendo subito il fianco alle iniziative del Napoli e subendo una tripletta in meno di un quarto d'ora che ha chiuso i giochi senza possibilità di appello. Il Bologna ieri in pratica ha deciso di aggredire fisicamente gli avversari per mostrare di non essere rassegnato ad un finale di stagione da spettatore, ma così facendo ha soltanto dimostrato una volta di più di avere ormai staccato la spina. Quando le forze fisiche e mentali non sono più sufficienti a costruire un'azione decente che non si concluda con un tiraccio da trenta metri o con un cross sbilenco allora è davvero il momento di preparare la valigia per le vacanze estive. Magari sarebbe opportuno apprezzare almeno l'intento, ma se questo è davvero il massimo che questo Bologna può offrire da qui al termine del campionato sarà meglio prepararsi ad altre figuracce e umiliazioni a meno che gli avversari di turno non si rivelino ancora più molli dei rossoblu. Ora però tocca anche a Pioli iniziare seriamente a fare i conti perchè domenica a Parma tra squalifiche e infortuni mancherà praticamente mezza squadra titolare e ormai dovrebbe aver capito anche lui di non avere a disposizione riserve di livello. Smettiamola per favore di dire che questa squadra ha bisogno solo di qualche ritocco e affrontiamo la realtà. Un Bologna con Ramirez, Mudingayi, Raggi, Portanova, Belfodil, Gillet e Di Vaio andava al massimo perfezionato ma questo dovrà essere completamente rifondato a partire da oggi. Si esatto proprio da oggi ovvero dalla data della salvezza matematica, indicata nei giorni scorsi come il momento giusto per iniziare a lavorare sul mercato. Buon lavoro: ce ne sarà bisogno.
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