di Manuel Minguzzi

Sembra in procinto di essere rimandata la quotazione in borsa della Massimo Zanetti Group. Secondo Il Sole 24 Ore, la situazione delicata delle borse avrebbe rallentato per precauzione lo sbarco della società dell'imprenditore trevigiano a Piazza Affari. Non è tutto saltato, al momento semplicemente il progetto è rimandato alla primavera del 2015. Piccoli intoppi per il magnate del caffè, che dopo il Bologna Calcio vede rallentare un punto di arrivo su cui aveva scommesso tanto. Per quanto riguarda la fornitura di caffè a Casteldebole e allo stadio, la settimana scorsa vi avevamo raccontato come dalla struttura di allenamento fosse uscito un tecnico della Mokarabia, intento a sostituire gli impianti Segafredo dopo la sospensione della fornitura come anticipato da Luca Baraldi il giorno dopo il via libera del cda agli americani. La Mokarabia è una società che fa capo a Mario Zanetti, fratello di Massimo, e ora guidata dal figlio Marco. Potrebbe essere dunque questa nuova società, nata nel 2000 dopo l'acquisizione della Caffè Roversi e della Caffè Ruffo, la nuova fornitrice di caffè per il Bologna Calcio. Non è finita qui, perché i fratelli Zanetti sono tre, c'è anche Martino, ora a capo dell'ennesima azienda di torrefazione di famiglia, la Hausbrandt. Segafredo, Mokarabia e Hausbrandt sono indipendenti l'una dalle altre, per via dei rapporti non proprio solidi tra i fratelli dopo l'eredità lasciata dal padre Virgilio. Massimo Zanetti, partito da Villorba, arrivò a capo della Segafredo dopo il rapimento del giovane Francesco Segafredo (della famiglia bolognese proprietaria dell'omonima azienda). Zanetti aiutò la famiglia a trovare il denaro per il riscatto e di lì a poco acquistò le quote dell'azienda. La diatriba tra i tre fratelli nacque, secondo l'Espresso, proprio in quel momento. Si narra infatti che i denari utilizzati facessero parte dell'eredità lasciata da Virgilio. Da lì la separazione delle tre strade che ha portato ognuno dei fratelli Zanetti ad acquistare un ramo della torrefazione italiana. Tra i tre, Martino appare il più duro nei toni. Infatti, quando Massimo si candidò per la carica di sindaco di Treviso - rilasciando alcune dichiarazioni sulla sua infanzia - Martino non esitò a rispondere contestando al fratello "un utilizzo improprio di riferimenti a persone care alla famiglia Zanetti e a vicende familiari private, biecamente utilizzate per promuovere una campagna elettorale dagli esiti improbabili». Inoltre, in quell'occasione, Martino contestò a Massimo l'acquisizione della Silver Caffè, ancora di esclusiva proprietà della Hausbrandt. Massimo Zanetti, in un'intervista in campagna elettorale, ripercorrendo i primi passi nel mondo imprenditoriale, elencò il nome della Silver tra le sue prime acquisizioni. Insomma, da un Zanetti a un altro, una specie di battaglia a colpi di tazzine di caffè.

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