Quarta puntata della rubrica “Verso lo scudetto”, una rassegna delle partite che portarono allo scudetto giornata dopo giornata, rivivendo un racconto della partita che fu, nel giorno in cui è stata giocata 50 anni fa.

Si ferma a dieci vittorie consecutive la marcia del Bologna che viene costretto al pari in casa dell’Atalanta. Gli orobici hanno giocato una partita gagliarda e rimontato lo svantaggio grazie alla caparbietà messa in campo dopo il pesante 1-7 subito la precedente domenica in casa contro la Fiorentina che era costata la panchina a Quario, avvicendato con Ceresoli. Il Bologna è parso troppo lento e macchinoso ed ha peraltro giocato con Haller a mezzo servizio a causa di uno scontro di gioco nel primo tempo, che ne ha condizionato la partita. Tuttavia, l’opaco pareggio ottenuto a Bergamo è servito ai rossoblù per ottenere il primo posto solitario in classifica data la contemporanea sconfitta del Milan, battuto per 1-0 dalla Lazio a San Siro.

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A Bergamo è una bella domenica di sole il che, nonostante il freddo, richiama la gente allo stadio il quale si riempie di ben 26mila spettatori. Il terreno è in perfette condizioni e l’Atalanta parte col dovere di riscattarsi davanti ai propri tifosi dopo le sette scoppole rimediate contro la Fiorentina: il compito sulla carta è arduo visto che il Bologna è la squadra più in forma del campionato e viene da dieci vittorie di fila. Ebbene, i nerazzurri rispondono coi fatti partendo subito ad attaccare. I padroni di casa sono più intraprendenti degli ospiti che appaiono sin da subito in giornata no. Al 20’ infatti l’Atalanta segna…oppure no. L’episodio di un possibile “gol fantasma” ha fatto discutere. Domenghini crossa dal fondo dopo una discesa, Calvanese raccoglie il cross e gira in porta, Negri smanaccia ma non trattiene e la palla si avvia a superare la linea di porta, il portiere rossoblù la recupera e la calcia lontano. L’arbitro fa proseguire, niente gol per i nerazzurri che protestano per il mancato vantaggio. Dalla tribuna dicono che la palla è entrata ma D’Agostini non è dello stesso avviso. Pochi minuti dopo è la punta di casa Nova a servire Domenghini, ma il tiro di quest’ultimo è ben respinto da Negri. Ma quando ci si aspetta la rete dei bergamaschi è invece il Bologna a passare. Fogli si accentra dalla destra e lascia partire un bolide violento e preciso dai 20 metri che s’infila sotto la traversa portando in vantaggio gli ospiti, per la prima volta pericolosi. La reazione dell’Atalanta non si fa attendere, dopo una manciata di minuti Calvanese impegna nuovamente Negri con un gran tiro, poi dopo 3’ pareggia. Pesenti crossa, Negri smanaccia ma viene sbilanciato nello stacco dal duello aereo fra Janich e Calvanese, la palla guizzante arriva a Magistrelli che con grande rapidità scaglia in rete al volo e pareggia. Bernardini tenta di dare una scossa cambiando di fascia Pascutti e Perani, provando a scuotere l’impasse di cui sono vittime, ma l’intuizione non pare sortire effetti. Si va all’intervallo sull’1-1.

La ripresa cala di tono, l’Atalanta è più stanca, mentre il Bologna è più guardingo. Partono meglio gli ospiti, ma i nerazzurri controllano senza dannarsi e alleggeriscono la pressione uscendo alla distanza. Il gioco si anestetizza strada facendo, lasciando spazio a qualche scontro di troppo, al punto che Furlanis è costretto anche ad abbandonare il campo dopo un intervento troppo vigoroso. Al 60’ Mereghetti risveglia la platea con un gran destro su cui Negri si deve superare per deviare in angolo. Il Bologna risponde subito con Nielsen che sciupa da due passi dopo uno svarione difensivo, a seguito di una mischia in area che l’aveva inavvertitamente liberato al tiro. Alla mezzora, altra mischia stavolta nell’area opposta, il batti e ribatti non porta a nulla e dopo qualche tentativo la difesa riesce a liberare. Nel finale l’Atalanta è stremata, il Bologna attacca ma non approfitta dello spazio concessogli e gli ultimi baluardi orobici riescono a controllare gli sterili attacchi rossoblù con la poca benzina rimasta nelle gambe. Finisce 1-1, il Bologna guadagna un punto che va invece stretto all’Atalanta per il miglior gioco e le migliori azioni prodotte.

Come già detto, la partita del Bologna non è stata fra le migliori. Battuta sul gioco, sull’anticipo e sulla condizione fisica, la squadra di Bernardini non ha capitolato per meriti della difesa ma soprattutto di Negri, decisivo in almeno quattro occasioni. Ciononostante però il Bologna ha avuto il merito di non demoralizzarsi o spaventarsi davanti agli attacchi orobici, andando addirittura a segnare nel loro momento migliore, salvo poi farsi riprendere poco dopo. Nella giornataccia felsinea è parso fuori ritmo Bulgarelli, così come le ali Pascutti e Perani, mentre Nielsen è rimasto troppo nell’ombra. A fare da contraltare ci sono stati Fogli e Negri, il primo autore del momentaneo vantaggio e di una regia che ha tenuto il Bologna a galla nella più classica delle giornate no, il secondo vero e proprio salvatore della patria con alcune parate determinanti ai fini del risultato colto. La classifica dopo 20 giornate: Bologna 32, Milan 31, Inter 28, Fiorentina 26. Inter con una gara da recuperare.

Il tabellino della partita:

Atalanta (1): Pizzaballa; Pesenti, Nodarini; Nielsen F., Gardoni, Colombo Domenghini; Magistrelli, Calvanese, Mereghetti, Nova. All: Ceresoli

Bologna (1): Negri; Furlanis, Pavinato; Tumburus, Janich, Fogli; Perani, Bulgarelli, Nielsen H., Haller, Pascutti. All: Bernardini

Arbitro: Sig. D'Agostini di Roma

Reti: 28’Fogli (B), 35’Magistrelli (A)

Note: angoli, 5-3 per l’Atalanta. Incasso di 25 milioni di lire. Folta presenza di tifosi ospiti che hanno letteralmente invaso Bergamo per poi accomodarsi sulle tribune dello stadio, addobbandole con diversi bandieroni rossoblù.

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