Come avevamo riportato ieri, l'era Zanetti a Bologna si sta per chiudere definitivamente. Al magnate del caffè questo ennesimo voltafaccia non è andato giù, soprattutto dopo la stretta di mano con Albano Guaraldi il 25 settembre a Treviso. Un rapporto molto complesso quello del re del caffè con la città, soprattutto con una parte consistente di tifosi che non hanno mai apprezzato le esternazioni a mezzo stampa quasi mai però messe in pratica nei fatti se non, appunto, nell'ultimo periodo quando il Bfc stava per passare in mano americana. Va detto poi che è stato chiamato in causa più di una volta, prima da Consorte e successivamente da Guaraldi. Con quest'ultimo i rapporti non sono mai stati idilliaci e ancora più incrinati con tutti i soci piccoli rei di averlo sbattuto fuori quattro anni fa e di avergli votato contro nell'ultimo decisivo cda. Da contraltare ci sono i 4 milioni iniziali (fondamentali e a fondo perduto) immessi nelle casse per salvare il club dopo la gestione Porcedda, senza quelli il Bologna sarebbe naufragato ed effettivamente il comportamento avuto da una parte della compagine societaria stride con i rapporti di forza messi in pratica dalle quote effettivamente acquistate in quel momento. La sensazione è che dopo quel torto la posizione di Zanetti sia stata attendista, con il magnate del caffè consapevole che quella compagine non avrebbe potuto campare per molto tempo da sola e rischiato l'osso del collo una volta terminato il parco giocatori da cedere. Così è successo, e con l'ultima cessione (quella di Diamanti) il Bologna è precipitato in B. A quel punto Zanetti ha semplicemente aspettato che i soci avessero l'acqua alla gola come da lui paventato in più di una intervista fino a che non sarebbero tornati con il cappello in mano a Treviso. Peccato che alla fine quegli stessi soci (chiamati briscolini) gli abbiano impedito di completare il secondo salvataggio mettendolo ancora una volta alla porta, stavolta dopo strette di mano e sul punto di mettere in sicurezza il club. Questo troppo potere decisionale dei soci di minoranza proprio non è andato giù a Zanetti e al suo entourage. "La consolazione - rivelano persone vicine a Zanetti - è di non far più parte di un ambiente che non ha mai apprezzato il suo lavoro, non è concepibile che una netta minoranza dei soci abbia potuto indirizzare in altra maniera questa trattativa". Dopo questa ennesima lunga telenovela, il rapporto tra Massimo Zanetti e il Bologna si chiuderà in maniera definitiva. Un amore, tra le due entità, mai nato dal punto di vista professionale…chissà se il magnate del caffè rimarrà tifoso esterno della squadra rossoblù.
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