Gianluca Curci da Roma è uno abituato alle critiche. Le respinge e poi ti esulta in faccia, come con quel rigore di Milito. Un tempo lo descrivevano come il "nuovo Buffon", il futuro della porta azzurra. Dopo aver vagabondato per Siena, Genova e Roma, arriva sotto le torri. Gianluca ormai è bruciato, dicono i maligni. Il Bologna perde a Bergamo anche (soprattutto, facciamo) per colpa sua. Non è da Bologna, non è da A, dicevano. Fino a ieri.
Michele Pazienza era arrivato a Bologna dopo la comparsata con la Juventus, con l'esperienza di Napoli a curriculum e con il pedigree di mediano di razza. Pioli crede nel centrocampista di San Severo, lo fa giocare, ma complici gli infortuni e l'arrivo di Ballardini, non vede più il campo. Senza le gabbie di Mazzarri non è efficace. Pazienza, ormai, è finito, si dice. Nella notte di San Siro è in ballottaggio con Friberg. Lo vince lui. Chiedere a Handanovic, poi, se la scelta sia stata azzeccata.
Lazaros Christodoulopoulos era arrivato a Bologna la scorsa estate, dopo tanti anni in Grecia e qualche presenza in Europa con il Panathinaikos. All'inizio il greco con Pioli non trova molto spazio, Diamanti e Kone lo oscurano e una sua certa anarchia tattica non lo aiuta. Poi, complici l'addio del Capitano e l'arrivo di Ballardini, pian piano Lazaros trova una sua dimensione: diventa il leader tecnico della squadra, con un ruolo, quello di mezzala destra, fatto apposta per lui. A San Siro domina a centrocampo contro vecchi bucanieri come Cambiasso ed Hernanes. Lampi di classe purissima, con la netta sensazione che uno così da queste parti non passi molto spesso. La sparo grossa: Lazaros, con le dovute proporzioni, mi ricorda un tizio francese che iniziava per Z e finiva per Idane.
Curci, Pazienza e Lazaros, come tutto il Bologna, come tutta Bologna, hanno la possibilità di avere la rivincita. Abbiamo avuto tutti una prof delle superiori che non credeva in noi, un capo che ci ha licenziato perchè era scettico sulle nostre potenzialità, una fidanzata o un fidanzato che ci ha lasciati perchè "non mi piaci più". Adesso è arrivato il momento di prenderci quello che ci spetta, dopo tanti rospi buttati giù, San Siro può essere il punto di partenza per una salvezza che avrebbe del leggendario. La rivincita di questa squadra può essere da esempio, anche per le rivincite della vita quotidiana.
Nell'anno del Mondiale, dove un Fabio Grosso qualunque può diventare eroe nazionale, non ci sono limiti alle aspirazioni, anche per chi fino ad adesso ha vissuto nell'anonimato. La nostra nuova vita può cominciare da oggi: "Sky's the limit" diceva una famosa canzone. L'unico limite, qui, è il cielo. Giochiamocela.
© RIPRODUZIONE RISERVATA