Ieri è uscita una nota del presidente del Bologna sul sito del club, una quindicina di righe che si aprono con le scuse ai tifosi, in cui Guaraldi si autodefinisce il “maggior responsabile” della débacle rossoblù. Poi prosegue dicendo che nei prossimi giorni ragionerà su come affrontare la B, per poi chiudere con l’apertura a Zanetti ed una richiesta di ripensamento a Morandi sulle dimissioni.

Quindi Guaraldi chiede scusa. Presidente, qui delle scuse ce ne facciamo poco. Non basta scrivere “scusate” dopo anni di sbagli come le cessioni eccellenti non rimpiazzate, frasi infelici, la scelta di uomini sbagliati, bugie una dopo l’altra, l’assenza totale di programmazione, la critica alla stampa rea di avere colpe (su cosa non si sa), interventi tempestivi in tv giustificando il proprio operato quando già era in crisi verticale e le sue ammissioni di inesperienza per poi perseverare nell’errore. Lei ha sbagliato tutto e allora ci scusi tanto se adesso non le rispondiamo con un diplomatico “di nulla, si figuri, tutti sbagliamo!” con un bel sorrisone. Se lei vuol salvare il Bologna, se ne disfi e liberi la città ed i tifosi dal suo operato che, riassumendo, ha portato solo cessioni, bugie e una retrocessione.

Immagine non disponibile

Lo sa ora cosa teme davvero la gente? Non la B, non quella. Questa piazza come lei ben sa, i “giri di valzer” fra B e C se li è già sorbiti e lo farà ancora, la fede non crolla, tutt’altro. Il vero problema presidente è che i tifosi temono di farli con lei al comando che, dopo 3 anni di mala gestione hanno, diciamo così, un po’ di remore a continuare con lei. Se in A, con entrate cospicue a disposizione ha peggiorato il Bologna che prese a mano fino a portarlo in B, cosa deve pensare la gente ora che deve abbassare costi e gestire pochissimi denari? Ci pensi, è quantomeno legittimo farsi dei dubbi. Ma non si è stancato di prendere dei nomi, di sentirsi cantare contro di tutto, di essere scortato dalla digos, ma soprattutto di gestire una cosa evidentemente troppo più grande di lei? Guardi che qui non è una sfida fra lei e Bologna: qui ci vuole un bagno di umiltà che la gente apprezzerebbe molto. Per esempio, bisognerebbe che lei indicesse una conferenza stampa per dire: “Signori, non sono in grado di gestire il Bologna. Ci ho provato e non ci sono riuscito. Non dico che regalo le mie quote, diciamo che per un prezzo minimo, lo vendo”. Anche Gazzoni, giunto allo stremo, lo fece.

L’unica cosa apprezzabile, è l’apertura a Massimo Zanetti. Dopo anni di frecciatine a distanza, si è dovuti retrocedere prima di aprire al magnate del caffè. Prima non era possibile, vero? No, no per carità, ne va dell’orgoglio, ce la faccio da solo. Infatti. Ma mandiamo giù anche questa, altroché ulcera. Quando vi incontrerete, speriamo dopodomani al massimo perché non c’è tempo per tante smancerie, cercate di venire al dunque per fare il bene del Bologna, perché adesso è l’unica cosa che conta. Signori, è stata annichilita una città che ha sempre risposto alla grande e senza condizione, a cui è stato propinato di tutto e raccontato di peggio. Il Bologna è storia, blasone, tradizione e amore, è un bene pubblico e come tale va trattato. Basta interessi personali e privati, basta mecenatismo, basta centri tecnici, stadi e altri edifici. Basta. Cercate di capire cosa si può fare, assieme, per risollevare la situazione e riportare in A quella squadra che 50 anni fa andava a vincere lo scudetto contro tutto e tutti, doping, cattiverie e disgrazie.

Presidente Guaraldi quel che legge qui le farà male e le farà venire il nervoso, ma la stragrande maggioranza del tifo la pensa così, se non peggio. Ci pensi: tutte le falsità, le malignità scritte fra le righe, le sviolinate, le ipocrisie che l’hanno infastidita, sono state una facciata che le ha giocato contro e che le ha fatto più male delle verità riassunte su questa pagina. Ci ragioni un momento: non è forse così?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti