Tutti i presenti all'incontro di mercoledì sera hanno ascoltato con attenzione le parole del presidente Guaraldi, nella consapevolezza che al momento non esiste una vera alternativa a parte il fallimento immediato. Non è stato un atto di fiducia nei confronti dell'uomo che ha trascinato il Bologna alla retrocessione ma della volontà di provare a dare il miglior futuro possibile alla passione che unisce un'intera città e che non merita di sprofondare ulteriormente di categoria. Le parole di Guaraldi però hanno una scadenza brevissima: quella odierna. Se oltre agli stipendi non sarà saldata anche la pendenza relativa all'Irpef tutti i soggetti chiamati a raccolta all'hotel My One vedranno disattese le promesse fatte. Lo stesso vale per l'avvocato Fusco che ha manifestato l'intenzione di lavorare soltanto in condizioni di massima serietà e credibilità. Oggi non c'è più spazio per chiacchiere e speranze: o si paga o si chiude.

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