Eravamo abituati alle cassanate, adesso invece dovremo coniare un nuovo neologismo: le tavecchiate. La prima tavecchiata a cui ci è toccato assistere, ma era prevedibile, è stata la scelta del nuovo ct. Con l’appoggio dello sponsor tecnico della nazionale, il neo presidente FIGC, si dimostra subito un maestro navigato nell’arte tutta italiana di rinnegare le proprie idee, esternate neanche un mese prima.
Giusto Tavecchio, ai primi di Luglio, affermava la necessità di avere un cosiddetto ct fatto in casa, non un allenatore di club, ma un uomo della federazione; Tavecchio diceva che comunque non avrebbe chiuso la porta ad allenatori blasonati, qualora, parole sue, "si fossero cospicuamente ridotti l’ingaggio, dato il periodo di crisi per il nostro Paese". Ed ecco che ci ritroviamo Conte che guadagnerà 3,5 milioni netti a stagione; per carità, non si discute la bontà del tecnico, e tanto di cappello a Tavecchio per le modalità di ingaggio, che permettono alla FIGC di risparmiare un bel po’, ma come al solito la coerenza non è di casa in questo paese. Nuovo presidente, vecchi vizi, bravate in vecchio stile.
Insomma, Conte è il nuovo allenatore della nazionale e nessuno già più parla di Tavecchio, del suo passato infelice, della sua triste e ormai celebre uscita sulle banane; il neo presidente si è dimostrato un vecchio volpone e in una mossa sola ha allontanato la pressione mediatica attorno a sé e riabilitato, almeno parzialmente, la sua immagine pubblica. Prima tavecchiata riuscita dunque, almeno in parte. Antonio Conte è infatti una scelta molto forte dal punto di vista mediatico, ma certamente non unisce le tifoserie. L’ex condottiero bianconero è sanguigno e non certo famoso per la sua simpatia, ma con la simpatia non si vincono i mondiali e di questo ce ne siamo accorti a nostre spese. Oltre agli anti-Juve, c’è poi, clamorosamente, un’ampia fetta di popolo juventino che si sente tradita da Conte, reo di essere diventato dipendente della FIGC, la stessa FIGC che avrebbe scippato i famosi “scudetti vinti sul campo” della Vecchia Signora.
Conte non si discute, ci mancherebbe: tre scudetti in tre anni, partendo da due settimi posti di fila, parlano da sé, ma di certo la nazionale sarà un capitolo a parte e totalmente diverso, in cui l’allenatore salentino partirà nuovamente da zero, sia a livello di risultati, sia di tifosi, perchè c'è un intero Paese da conquistare a suon di vittorie. A proposito di coerenza poi, ci sarebbe da chiedersi come fa la FIGC a presentare un allenatore che poco meno due anni fa fu, con modalità peraltro non poco discutibili, squalificato dalla stessa federazione per una presunta omessa denuncia. Ma ormai dovremmo averlo capito, siamo in Italia e quindi via, tavecchiata servita e Conte è il ct più presentabile di tutti, in barba alla coerenza e ai trascorsi recenti.
Di qua agli Europei (come minimo), il signor Tavecchio sarà presidente della FIGC, dunque dovremo farci il callo alle tavecchiate, sperando che abbiano anche risvolti positivi. La tavecchiata numero uno porta sulla panchina azzurra Antonio Conte, l’uomo della rinascita della Juventus, certamente il miglior allenatore dell’ultimo triennio; non tutte le tavecchiate vengono per nuocere dunque. E allora Conte sia, chiudiamo occhi e orecchie sulle pecche di incoerenza della FIGC e tutti a tifare Italia davanti alla TV, juventini delusi e anti-juventini, perché l’Italia è di tutti, non di Conte né della FIGC, e questo ormai non ce lo ricordiamo più da un pezzo.
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