Riceviamo e pubblichiamo una lettera di due tifosi rossoblù giunta alla nostra redazione riguardante le recenti parole di Damiano Tommasi, presidente dell'associazione italiana calciatori.

Gent. TOMMASI DAMIANO, presidente dell'associazione italiana calciatori.

Abbiamo letto con MOLTO RAMMARICO il virgolettato di una sua presunta dichiarazione su un noto sito web di informazione sportiva nel quale lei affermava: "L'ultimo avvenimento increscioso e' avvenuto a Bologna con i tifosi che hanno INSULTATO PESANTEMENTE la squadra dopo la retrocessione."

Vorremmo replicare a cio' che lei sostiene, sempre che la frase corrisponda a verita', in quanto, come semplici tifosi rossoblu' da una vita, ci sentiamo colpiti come parte in causa.

Abbiamo seguito le vicissitudini di una annata molto triste per i nostri colori, culminata con una meritatissima e inevitalbile retrocessione dopo tutto quello che e' successo.

Durante tutta la stagione i tifosi, soprattutto quelli piu' caldi definiti ULTRAS, hanno sostenuto una squadra e dei calciatori che definire professionisti e' a dir poco offensivo per tutte le altre categorie di lavoratori.

Numerose manifestazioni di incoraggiamento, alcune anche commoventi, sono seguite a prestazione sportive imbarazzanti.

Di contro la societa' e' stata pesantemente contestata fin dal primo giorno, in quanto da tempi non sospetti gli viene addebitata la colpa di una cattiva gestione nella compravendita dei calciatori e nell'impoverimento tecnico della rosa, senza che contemporaneamente si abbassasero i costi, accentuando in questo modo il problema debitorio pregresso.

Ma la questione di uno spettacolo non all'altezza delle aspettative, considerando la storia e il blasone bel BFC ed il monte ingaggi di questi professionisti, e' niente in confronto al loro comportamento tenutosi dentro e fuori dal campo; quello si, increscioso nei nostri confronti.

I tifosi infatti sono stati "ripagati" dell'amore e dell' affetto che hanno nei confronti della propria squadra del cuore con atteggiamenti che li hanno portati all'esasperazione sportiva.

Dall'esonero di un allenatore non gradito ad una buona parte dello spogliatoio e additato come la principale causa delle loro scarse prestazioni, al rifiuto addirittura di andare in ritiro prima di una importante partita, andando contro gli ordini della societa' che debolmente li ha assecondati.

Per finire con un incomprensibile "silenzio stampa" apparso come un tentativo di autodifesa, richiudendosi nel proprio mondo, estraniandosi e rifuggendo da ogni colpa.

In mezzo episodi chiave di giocatori simbolo, uno di questi fresco di rinnovo contrattuale milionario che si rifiuta di allenarsi adeguatamente perche' desideroso di andare a guadagnare piu' soldi altrove; un'altro che per motivi personali a noi sconosciuti, sparisce dalle scene nell'ultimo mese, salvo poi ricomparire nella propria nazionale ai mondiali brasiliani pochi giorni dopo la fine del nostro campionato.

Molti di questi professionisti infatti sono i primi a pretendere rinnovi di contratto multimilionari dopo solo alcune ottime prestazioni, e poi una volta stipulati tali contratti sono sempre i primi ad incrociare le braccia in caso di offerte piu' allettanti.

Sinceramente generalizzare non e' corretto pero' il loro comportamento unito ad evidente scarso impegno, ha indotto i tifosi del bologna, nell'anno del 50° anniversario della conquista dell'ultimo scudetto, ad insultarli pesantemente, senza mai pero' venire a contatto o creare altro tipo di ripercussioni.

A noi sembra onestamente nel diritto di ogni tifoso che usufruisce di uno spettacolo a pagamento, cosi' come di qualunque altro spettacolo, manifestare il proprio dissenso.

Sinceramente gli insulti non sono mai graditi e possono risultare inadeguati ma anche il tifoso e' stato insultato per tutto l'anno da dei professionisti che tali dovrebbero essere e che durante tutta la stagione NON lo sono quasi mai stati.

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Cordiali saluti

Rossi Stefano

Stracciari Gabriele

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