di Roberta Leonardi

Alessandro Gabrieli, direttore finanziario e amministrativo del Bologna, ieri è stato il primo ospite della trasmissione "Infiltrato speciale" in onda da Casteldebole su Radio International Bologna, in cui ha risposto a diverse domande su presente e futuro della società rossoblù. I temi principali sono stati situazione economico-finanziaria, monte ingaggi, debiti e centro tecnico. Si è partiti dal rischio fallimento del Bologna: "E' molto lontano, non siamo nelle condizioni di essere vicini a un fallimento, dobbiamo fare attente valutazioni e controllare tutte le uscite, ma non siamo in pericolo". Poi la questione dei conti migliorati rispetto all'era Porcedda: "C'è stato un incremento di ricavi in maniera marginale, determinati costi invece si sono mantenuti stabili. Per quanto riguarda i debiti c'è stato un miglioramento sia per quelli a breve, sia per quelli verso i fornitori che soprattutto verso la Lega Calcio che sono stati azzerati. E' vero che è aumentato il monte ingaggi, i maggiori oneri infatti sono il pagamento dei compensi ai calciatori, ma bisogna considerare la tipologia dei contratti: parliamo di contratti a termine, è un problema prospettico che va valutato di anno in anno, tenendo sotto controllo la durata e l'entità degli stessi". Per quanto riguarda la possibilità di nuovi acquisti a gennaio: "Per permettere operazioni di entrata bisogna o immettere soldi, o vendere un giocatore, o ridurre i costi, o aumentare i ricavi entro gennaio". Sul rischio della Serie B e delle relative conseguenze: "Innanzitutto diamo per scontato che non succeda. Comunque penso che una retrocessione non sia una tragedia definitiva, ci si può gestire anche con i ricavi più stretti della B, ma non accadrà". Capitolo centro tecnico: "Il centro tecnico deve poter camminare sulle sue gambe. Si sta verificando la possibilità del suo finanziamento e non mi risulta che il marchio Bologna sia stato dato a garanzia. Il piano economico-finanziario c'è e cerchiamo di renderlo sostenibile. Ci sono contatti e richieste di informazioni continue da parte del Credito sportivo, il business-plan non è stato presentato alle associazioni, ma è stato presentato in cda". Andando avanti così il Bologna si reggerà in piedi? "Dal punto di vista economico sì, dal punto di vista finanziario invece la situazione è più critica. Non so dire quanti soldi servono per una situazione finanziaria serena: dipende da cosa voglio fare, che squadra voglio costruire. Non esiste una risposta per quanto riguarda i soldi che servono, dobbiamo fare in modo che gli impegni che ci assumiamo siano inferiori a quelli che dobbiamo pagare. Gli stipendi lordi ammontano a circa 4-5 milioni, mentre il budget del settore giovanile l'anno scorso era di 2 milioni e 200mila euro, ma quest'anno vogliamo fare una cifra inferiore. Per non arrivare col fiatone sospeso a fine anno serviranno circa 3-4 milioni, ma non sono numeri certi".

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