Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, ha parlato, in esclusiva per TBW, Federico Giunti, doppio ex della gara di venerdì contro il Milan.

Giunti, lei da doppio ex come vede la gara di venerdì tra Milan e Bologna?

"È una gara impegnativa per entrambi. Il Milan sappiamo tutti il momento che sta attraversando quindi sarebbe importante per loro vincere. Dal canto suo il Bologna ha bisogno di trovare continuità nei risultati perché la strada per salvarsi è ancora parecchio lunga, sarà una gara dagli alti contenuti agonistici secondo me".

Pensa che il Milan avrà la testa già alla Champions, condizionando la gara col Bologna?

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"Non penso che il Milan pensi già alla Champions. Anzi, vincere sarebbe il modo migliore per prepararsi alla sfida con l’Atletico. In ogni caso il mio pensiero è che si debba lavorare partita per partita, quindi prima il Bologna, poi la Champions."

Pensa che Ballardini sia l'uomo giusto per salvare il Bologna?

"Seguo dall’esterno il Bologna quindi non posso esprimere una valutazione di merito. Pioli l’avevo visto all’opera e devo dire che mi fece un’ottima impressione e sapeva anche far giocare bene la squadra, poi è inevitabile che in mancanza di risultati la conseguenza è quella di essere allontanati. Ballardini comunque è arrivato da poco e ha bisogno di lavorare. La strada per la salvezza è ancora lunga, soprattutto ora che la classifica in coda si è accorciata parecchio."

Visto che lei ha giocato in Turchia col Besiktas, un commento sulla scelta di Diamanti di trasferirsi in Cina?

"Io sono stato il primo giocatore italiano a giocare nel campionato turco e sono stato un po’ un pioniere. In ogni caso penso che il caso di Diamanti sia diverso dal mio, perché io andai in Turchia soprattutto per avere ancora la possibilità di giocare nelle competizioni europee. La scelta di Diamanti penso sia basata su una valutazione più generale e certamente anche l’aspetto economico avrà avuto il suo peso."

Lei giocò nel Bologna nell'anno della retrocessione. Al di là della delusione per l'epilogo rocambolesco della stagione, che ricordo ha di Bologna e dei suoi tifosi?

"Bologna è stata tutto sommato una bella esperienza, una bella piazza. Certo, l’epilogo di quella stagione fu incredibile se pensiamo che siamo retrocessi con 42 punti, oggi probabilmente con gli stessi punti si starebbe in una posizione di classifica totalmente diversa. Fu un anno particolare, dato che poi vi fu calciopoli, noi ci mettemmo del nostro tuttavia, e penso che anche i miei compagni dell’epoca la pensino così. Se non sbaglio a otto giornate dal termine avevamo 38 punti e un vantaggio di 7-8 punti su più di una delle nostre inseguitrici; i media locali parlavano addirittura di fare un pensierino alla zona Uefa e invece poi sapete tutti com’è andata. È stato come entrare in un vortice sino a quell’incredibile spareggio."

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