di Alessandro Iannacci
Spesso accade che, dopo una deludente retrocessione, la voglia di tornare immediatamente nel calcio che conta renda i tifosi esageratamente impazienti, non dando ad allenatori e giocatori il tempo necessario per raccogliere i frutti del loro lavoro. E così è andata anche per Diego Lopez.
Dopo la sconfitta casalinga contro il Crotone, fino ad ora il punto più basso della stagione rossoblù, la piazza si era letteralmente accanita contro la gestione tecnica del neo-allenatore, alimentando le polemiche di un ambiente già molto nervoso per le controversie societarie. Le colpe attribuite a Lopez erano tante: l'assenza di un gioco fluido e divertente, la poca grinta dimostrata in panchina durante i match e i continui risultati negativi avevano spinto tutti, media compresi, a chiedere l'esonero dell'uruguaiano, etichettato come 'non adatto' alla causa rossoblù.
Dal canto suo però Lopez è sempre stato fiducioso nel proprio lavoro e si è sempre definito 'onorato' di porter allenare in una piazza così importante. Bisogna infatti ricordare che l'uruguaiano ha subito accettato l'offerta del Bologna, andando oltre i gravi problemi finanziari e lo scetticismo della tifoseria che già sognava il calcio-champagne zemaniano. Inoltre, al suo arrivo si è trovato a dover affrontare il difficile compito di dover amalgamare un gruppo molto ampio, formato da giovani talentuosi ma poco conosciuti e da giocatori molto esperti degni di ben altri scenari.
L'inizio non è stato dei migliori e l'eliminazione in Coppa Italia per mano del L'Aquila, squadra militante in Lega Pro, ha subito complicato le cose. I mesi successivi sono passati con non poche tribolazioni, fino alla svolta della quinta giornata contro la Ternana, successiva al famoso Bologna-Crotone che aveva sollevato tante polemiche: quella sera il Bologna è sceso in campo con una cattiveria e una determinazione che da tempo non si vedevano sotto le due torri, portando a casa una vittoria fondamentale non solo per la classifica, ma soprattutto per il morale della piazza. Da quella trasferta il Bologna non ha più perso: galvanizzata dalle trattative societarie, la squadra ha conquistato su 11 punti 15 disponibili, risalendo fino a quel primo posto che all'inizio della stagione sembrava quasi un obbligo.
In queste ultime giornate la bravura di Lopez non è riscontrabile soltanto negli ottimi risultati conseguiti, che alla fine contano più di ogni altra cosa, ma soprattutto nell'ottima gestione di un'emergenza continua. Squalifiche e infortuni hanno letteralmente decimato la rosa felsinea, costringendo il tecnico uruguaiano ad adattare giocatori fondamentali nelle geometrie degli schemi a ruoli mai ricoperti prima, riducendone la prolificità in campo. I nuovi equilibri dettati da Lopez hanno però limitato i problemi che potevano nascere da questa difficile situazione, dando solidità alla squadra e permettendole di scendere in campo in qualunque partita con atteggiamento propositivo ed offensivo. Sicuramente la via per la promozione diretta è ancora lunga, ma, diversamente dai pensieri di molti tifosi nelle prime giornate di questo campionato, Lopez può essere l'uomo giusto per trainare questo prestigioso carro verso la meta tanto sognata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA