"Oggi sono dieci anni": è questo il primo messaggio che ho trovato sul telefono questa mattina. Un messaggio in cui c'è tutto il dolore (ancora tanto) di chi ha amato e ama il basket come me. Chi vive di basket non può dimenticarlo, chi ama questo sport lo porta sempre nel cuore, porta nel cuore la sua commovente lettera, porta nel cuore le sue giocate e la sua classe sopraffina, la sua facilità nel segnare e quel suo far apparire facili anche le cose difficili. Porta nel cuore soprattutto la sua lotta in campo, ma soprattutto nella vita. Oggi sono dieci anni senza Alphonso Ford, uno dei giocatori più incredibili passati nel campionato italiano, e mentre lo scrivo faccio fatica a crederci ancora oggi. La sua avventura in Italia era iniziata nel 2002 con la maglia di Siena, squadra con la quale raggiunse le final four di Eurolega arrendendosi per soli due punti alla Benetton Treviso dopo una gara avvincente in cui ne mise 33. Trascinò Siena anche alla sua prima semifinale scudetto, prima di passare alla Scavolini Pesaro, con cui raggiunse la qualificazione all'Eurolega e la finale di Coppa Italia. A lui l'Eurolega ha deciso di intitolare il premio per il miglior realizzatore, che tra le altre cose ha vinto per tre anni di seguito. Ci sarebbero tantissimi aggettivi per descrivere un giocatore e una persona meravigliosa come Alphonso, ma per capire che persona era basta leggere questa sua lettera datata 26 Agosto 2004:
“Cari amici, sono nella sfortunata posizione di dover annunciare che non sarò in grado di disputare la stagione 2004-2005 con la Scavolini. Purtroppo le mie condizioni di salute non mi consentono più, a questo punto, di competere come un atleta professionista. In questo momento sono veramente grato a tutti voi e a tutti gli allenatori, compagni di squadra, tifosi, arbitri e dirigenti che, nel corso di tutti questi anni, mi hanno dato l'opportunità di competere nello sport che ho amato di più. Per quanto riguarda il mio club, la Scavolini Pesaro, voglio di cuore ringraziare ogni persona dell'organizzazione, i miei compagni di squadra, i miei allenatori e i nostri grandi tifosi. Voglio che ognuno di voi continui ad avere fede. Siate forti e combattete duro. Il mio cuore sarà sempre con tutti voi. con Rispetto. Alphonso Ford.”
Ha lottato per quasi dieci anni contro la leucemia, ha dominato sui parquet di mezza Europa nonostante la malattia, ha "combattuto duro" e oltre alle meravigliose giocate ci ha lasciato una splendida lezione di vita. L'epilogo della storia purtroppo è di quelli amari, di quelli che lasciano il segno e fanno male. Chi non ha visto giocare Alphonso Ford, chi non ha conosciuto Alphonso Ford, spero che si sia fatto un'idea di che persona e giocatore fosse da questo mio articolo. Io due righe non potevo non dedicargliele: le dovevo a Alphonso, le dovevo al mio amico che mi ha mandato il messaggio, le dovevo a tutti gli amanti del basket, le dovevo a chi ha amato Alphonso, ma anche a chi lo sta conoscendo adesso attraverso questo articolo.
Grazie di tutto Alphonso: immenso giocatore e strepitoso uomo. Ti portiamo sempre nel cuore.
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