Lunga intervista sul Corriere dello Sport Stadio al direttore sportivo del Bologna Pantaleo Corvino, una chiacchierata a tutto tondo sul momento del Bologna, sull'allenatore Lopez, sulla società e sulle tante sfaccettature che contraddistinguono uno dei più apprezzati dirigenti italiani. Si parte con Diego Lopez, Corvino è chiaro: "Rimarrà sulla panchina del Bologna fino a fine stagione - ha affermato il diesse - da quando sono qui il Bologna ha fatto più punti di tutti, eravamo settimi mentre ora secondi. Come si fa ad esonerare un mister secondo e che ha perso una sola partita?". C'è però il problema casalingo da affrontare, Bologna che non vince da due mesi al Dall'Ara: "E' un problema che l'allenatore sta cercando di risolvere, se non si fa gol non può essere un problema di Lopez. Ci sta un calo di qualche giocatore e il momento di appannamento in una B lunga. Abbiamo avuto qualche match ball che non abbiamo sfruttato". Sul mercato c'è chi lo accusa di non aver portato giocatori in grado di fare la differenza: "Ci ho provato, alla fine alcuni giocatori che non sono venuti magari si pentiranno". Nelle precedenti esperienze di Corvino c'è sempre stato un progressivo miglioramento dei risultati, fino ad ottenere grandi traguardi: "Speriamo di poterci ripetere qua a Bologna - ammette il diesse - le premesse ci sono tutte perché abbiamo creato un team di lavoro valido: io, Tacopina, Saputo e Fenucci. E' un po' come costruire una casa, si parte dalle fondamenta e poi si sale piano dopo piano". Si passa alla famiglia Saputo, la grande risorsa a disposizione di questo Bologna: "Può dare tanto non solo economicamente ma anche culturalmente, ci siamo conosciuti a Firenze quando un giorno vennero dei dirigenti della Lega canadese per studiare il metodo Corvino. Dopo aver visionato Bayern, Manchester e altri club, scelsero il mio modo di lavorare con il settore giovanile. Ne sono orgoglioso. Poi un amico comune ci mise in contatto con Saputo". Ecco invece come è nato l'ingresso di Corvino nel Bfc: "Mi chiama Saputo e mi dice che vuole prendere il Bologna - ha detto Corvino - io gli chiesi se era sicuro perché qui è tutto un altro mondo rispetto all'America, ma gli confidai anche che Bologna era le meno alterata di tutte…Ora Saputo e Tacopina sono decisi a lasciare un segno importante qui". Capitolo Settore Giovanile, quello del Bologna come potrebbe diventare? "Vogliamo farlo diventare uno dei migliori in Italia, non solo per risultati ma anche per metodo di lavoro". A questo proposito, gli viene chiesto se è arrivata qualche offerta allettante per Masina. Corvino risponde pensadoci su ma poi si lascia andare ad un stentato "No…no". Infine, uno sguardo al futuro e agli obiettivi di questo Bologna: "Bisogna ragionare per gradi, prima i 50 metri, poi i 100 e i 200. Primo step la Serie A, il resto verrà dopo. Non voglio nemmeno pensare ad un mancata promozione. Se andiamo in A andrò a rendere omaggio a Santa Rita da Cascia, la santa delle imprese impossibile. E andare in A arrivando in corsa lo sarebbe".
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