Il Corriere di Bologna ha intervistato Luca Baraldi, braccio destro di quel Massimo Zanetti prossimo a diventare nuovo azionista di maggioranza del Bologna. La sensazione è che per Baraldi la porta verso gli americani non sia spalancata ma appena socchiusa: "Zanetti li ha ascoltati e ha detto loro di rivolgersi a me. Però al momento il patron di Segafredo non è ancora azionista di maggioranza e per questo la persona di riferimento rimane Guaraldi. Zanetti è un interlocutore, ad ogni modo, se acquisterà il 51% delle quote non credo sia sua intenzione cederle". Con gli americani si può dunque parlare ma la prudenza, per Baraldi, non è mai troppa: "Siamo aperti a tutti, gli americani trattano da mesi il Bologna mentre Zanetti ha deciso in dieci minuti. Vorrà pur dire qualcosa. Il progetto c'è, è quello di mettere in sicurezza il club e farlo tornare in A, lo stadio non interessa perché per noi il core business è la squadra". Il messaggio a Saputo è quindi chiaro: "Se vuole presentarsi con i suoi azionisti e i 100 milioni che ha promesso può farlo. Zanetti però ha un fatturato di due miliardi di dollari e non ha bisogno di nessuno. Saputo e compagnia possono anche creare una società ad hoc per la costruzione dello stadio di cui noi saremo inquilini, il modo di collaborare si trova". Poi ancora Zanetti, il quale non ha ancora specificato l'esborso perché la due diligence non è stata fatta: "C'è tanto da lavorare, Zanetti ha detto sì senza sapere i conti, quindi dobbiamo capire di preciso i numeri, però vorrei si tornasse a parlare di squadra, perché il ritorno in A è fondamentale e in questo momento c'è troppo caos. Lopez e Fusco hanno tutta la nostra fiducia e vorrei potessero lavorare in tranquillità".

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