Il 28 Luglio 1977 a Bahia Blanca nasce un giocatore straordinario. Nel 1998 sbarca in Italia, a Reggio Calabria: nel primo anno centra la promozione in A1, l'anno dopo ottiene risultati straordinari arrivando a sfiorare la semifinale dei playoff. Passa poi alla Virtus dove avviene la sua definitiva consacrazione nel mondo del grande basket. Nel 2000-2001 con le V nere vince Scudetto, Eurolega e Coppa Italia, in quello che per ogni tifoso della Virtus resta tutt'ora un anno memorabile. Arrivato a Bologna dopo gli acquisti di Griffith e Jaric, e presentato da Madrigali come "la nostra ultima pedina", Manu si fa subito notare in quel di Bologna. Realizza un trentello contro Reggio Emilia in una amichevole precampionato, anche se le difficoltà con le V nere non sono di certo mancate. Il suo esordio in Eurolega è totalmente da dimenticare: 5 falli, 0 su 2 da 2 e 0 su 4 da 3. Ma Manu non è un giocatore qualunque, non è uno di quelli che si arrende alle prime difficoltà. Manu è il carattere fatto a persona e riparte proprio da quella partita negativa, conquistando Bologna prestazione dopo prestazione. La città inizia ad amarlo e lui a sua volta ama quella città che in un'intervista definì "predisposta per il basket". Riparte dalla pessima prestazione contro l'Aek Atene e nella successiva partita di Eurolega, contro il Cibona ne mette a segno 22. Quella meravigliosa squadra era allenata da un certo Ettore Messina: aveva fenomeni in campo, ma soprattutto in panchina. Una Virtus stellare capace di vincere tutto, anche e soprattutto grazie alle prestazioni di Manu. Resta il ricordo di uno dei giocatori più amati dal pubblico virtussino, quel numero 6 che sapeva incantare in campo, decantando versi di grande basket con il pallone in mano. Amato per il suo spirito di dedizione al lavoro e al sacrificio, amato per quel suo lavorare sempre più duro per migliorarsi, amato per la sua leadership e per i suo canestri. Amato semplicemente perchè è Manu Ginobili, e non puoi non amarlo un giocatore così. È passato poi in NBA e anche lì, neanche a dirlo, ha incantato i palazzetti degli States. Con la maglia di San Antonio ha vinto 4 titoli Nba, si, perché Manu è sempre stato un vincente e lo ha sempre dimostrato. Chiedo scusa ai più se il mio idolo non è Kobe, non è Lebron, il mio idolo è un argentino che oggi indossa la maglia numero 20. È un argentino che Flavio Tranquillo in una memorabile telecronaca di Virtus-Tau, dopo una prestazione pazzesca, definì prima "Houdini sul parquet" e poi l' "anguilla di Bahia Blanca". Un argentino che a 37 anni ancora incanta l'NBA per la sua intelligenza cestistica e per le sue giocate. Per le meravigliose finte, per le emozioni che in campo continui a regalarci: grazie di tutto Manu e... auguri.

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