Per gioco o forse è meglio dire per disperazione, scorrendo l'alfabeto voglio provare ad esorcizzare la rabbia e la frustrazione di queste ore con una rapida associazione di idee che aiutino a ripercorrere questa disperata corsa del Bologna che si è conclusa ieri tagliando il maledetto traguardo della retrocessione in Serie B.
A come Albano - In soli tre anni ha distrutto un patrimonio tecnico che avrebbe regalato un futuro importante ad una piazza storica del calcio italiano che oggi è costretta ad un altro "giro di valzer" in B. Ora è obbligatoria un'uscita di scena rapida, economicamente ragionevole e senza condizioni prima che i danni da gravissimi diventino irreparabili.
B come Bagni - L'ultima favola di Guaraldi, l'ultimo trucco per tentare di guadagnare tempo. Salvatore Bagni avrebbe potuto dare una speranza almeno per il futuro ma il suo nome è stato usato come paravento dietro cui nascondere un'altra scellerata sessione di mercato. Forse in Serie B ci sarà spazio per Radakovic, ma non è una gran consolazione.
C come Centro tecnico - Il Catania lo ha costruito nuovo di recente, il Bologna sogna di realizzarlo a Granarolo: il destino le accomuna anche in una retrocessione che rischia di spezzare i sogni di gloria (o di cemento) di Guaraldi e del socio Rimondi. Inutile guardare al futuro se non si è in grado di costruire un presente solido.
D come Diamanti - Il capitano che insegue il ricco sogno cinese abbandonando senza remore una società ben lieta di incassare liquidità dal Guangzhou. Un affare ridicolo agli occhi del mondo che ha reso felici tutte le parti in causa tranne quella tifoseria che aveva creduto in quel toscano dal mancino preciso ma anche lesto ad andarsene.
E come Esonero - Restiamo quasi in tema con quell'esonero di Pioli caldeggiato da un drappello di calciatori scontenti capeggiati proprio da Diamanti che coscientemente decisero di remare contro e perdere a Catania per velocizzare l'iter. Oggi forse basterebbero quei tre punti a sperare ancora e Ballardini ha solo peggiorato la situazione.
F come Friberg - Arrivato a gennaio, è l'emblema perfetto di una società di calcio che non conosce la materia che dovrebbe trattare. Giocatore non richiesto e pressochè sconosciuto, ha polmoni buoni ma piedi da dilettante e l'impatto con la Serie A svela subito l'abbaglio. A Bologna per tre anni si è fatto calcio secondo questo modello.
G come Gianni Morandi - A retrocessione avvenuta da pochi giri di orologio, il popolare cantante si è affrettato a confermare le sue dimissioni da presidente onorario: la notte per i tifosi è stata più serena. Prende una clamorosa cantonata nella polemica successiva a Bologna-Napoli e lede l'immagine della sua città agli occhi del Paese.
H come Hobby - Quello che nei prossimi tre mesi abbondanti dovremo trovare per riempire le domeniche della prossima annata calcistica. Il campionato dei poveri si gioca quando c'è un buco libero nel palinsesto: in genere di sabato pomeriggio, ma anche venerdì e lunedì sera, a volte persino di martedì. E durante le feste natalizie.
I come Informazione - Se questa società ha potuto operare il suo piano delittuoso è anche perchè parte della stampa ha retto clamorosamente il gioco per anni in cambio di un'indiscrezione o un'intervista in più. L'informazione a Bologna è stata spesso interessata ma da oggi anche i più ritardatari salteranno giù dal carro del perdente.
L come Leader - Il Bologna 2013/2014 è stato per tutta la stagione un'accozzaglia di calciatori messi in campo in modo più o meno sensato senza un punto di riferimento a guidarli. Diamanti non è mai stato un leader, Pioli è stato esautorato dalla sua stessa società a fatti e parole quasi quanto Perez: l'anarchia ha regnato a Casteldebole e sul campo.
M come Media punti - Oggi la media punti del Bologna è ferma a quota 0,78 a partita e già questo può bastare a spiegare i motivi di una retrocessione che ha ben poco di sorprendente. Dall'avvento di Ballardini poi questo dato è addirittura peggiorato rispetto alla gestione Pioli quando comunque si era già lontani dal minimo sindacale.
N come Novara - Una delle imperdibili trasferte che ci aspettano il prossimo anno. Sempre ammesso che i piemontesi si salvino e non sprofondino in Lega Pro. In tal caso potremo rifarci con i derby con Carpi e Modena o con le imperdibili trasferte a Chiavari per giocare contro la matricola Entella. Che potrebbe imitare il successo del Sassuolo.
O come Otto - Sono tante le partite consecutive in questo finale di stagione in cui il Bologna non ha colto nemmeno un successo. Nel frattempo il Chievo ne ha vinte tre, il Sassuolo addirittura quattro e oggi davvero dovremmo meravigliarci per essere già retrocessi? Gli altri sono sempre andati piano ma non potevano mettere anche la retromarcia.
P come Porte chiuse - La vera follia della gestione Ballardini che ha deciso di chiudere la sua squadra fuori dal mondo. Scelta insensata sia se operata per timore di contestazioni violente, sia se voluta per difendere gli allenamenti dalle spie di altre squadre. Un'iniezione di amore e adrenalina forse avrebbe potuto svegliare qualcuno.
Q come Quattro milioni - Sono quelli che mister Zanetti, ricco ma non scemo, ha messo nelle casse del Bologna al momento del salvataggio. Ora è arrivato il momento anche per lui di scoprire le carte e dimostrare se la sua mano tesa in caso di difficoltà sia davvero un appiglio solido o solo un modo squallido per farsi pubblicità gratuita.
R come Ritiro - Deciso ai tempi di Pioli dalla società, ma poi sventato da un blitz dei giocatori con la promessa vana di maggiore impegno profuso poi solo nel far esonerare il mister. Forzato poi da Guaraldi con un colpo di teatro criticato in maniera più o meno diretta dagli stessi protagonisti. In entrambi i casi una farsa senza senso.
S come Squadra - Pochi si salvano dal disastro totale di questa retrocessione che porta in calce le firme di tanti tesserati che non hanno reso secondo le aspettative ma neanche secondo le loro potenzialità. Sono in tanti ad avere sulla coscienza questo naufragio ma sicuramente il lauto bonifico a fine mese aiuterà a superare il trauma.
T come Tifosi - Ciò che non merita di retrocedere è solo questa città o ancora meglio il cuore pulsante di una tifoseria oltraggiata nel suo amore incondizionato per i colori rosso e blù. Parte dei tifosi denunciava da tempo quello che da oggi tutti grideranno ai quattro venti, tanti ci sono sempre stati al Dall'Ara come a Zola Predosa: loro ci saranno sempre.
U come Umiliazione - Quella che ieri hanno dovuto subire le decine di migliaia di tifosi presenti al Dall'Ara per vedere un Catania che, spacciato quanto il Bologna, non ha mai smesso di lottare fino ad ottenere comunque una vittoria. Questo spirito non si è mai visto neanche per sbaglio nei rossoblù e forse è questa la colpa più grave in assoluto.
V come Verona - Dove l'ex vicepresidente rossoblù Maurizio Setti (in buona compagnia...) ha deciso di andare a fare calcio a modo suo regalando spettacolo ai tifosi. Là si è partiti dalla Serie B per arrivare a sfiorare l'Europa nel giro di due anni, qui si è fatto il percorso inverso e la risalita appare assolutamente impervia.
Z come Zanzi - Non saper fare un mestiere che non è il proprio non è un dramma, ma continuare a farlo causando continui danni economici e materiali all'azienda per cui si lavora è imperdonabile. Riverola e Yaisien sono i suoi colpi, il monte ingaggi in continuo aumento e livello tecnico in caduta libera le sue colpe.
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