Willie Warren, appena arrivato alla Virtus, e scelto come il talento giusto al quale affidare la guida della squadra, si mette in mostra in un’intervista per il ‘Corriere di Bologna’. Si è parlato della situazione della Virtus, degli obiettivi sia della squadra che i suoi, e del suo passato. Il fatto notevole è che Warren parla già da leader.
La squadra ha perso 13 delle ultime 16 partite, dovrà essere lui il leader: “Lo sono stato ovunque abbia giocato, mi piace questo ruolo e credo di averne le caratteristiche. Hardy, Walsh e io possiamo essere le guide, se tutti ci seguiranno faremmo bene”. Impressione della squadra? “Penso che abbiamo gli ingredienti giusti per fare bene. Lavoriamo duramente in allenamento e questa è la chiave per raggiungere i playoff, che sono sicuramente l’obiettivo. A Venezia ho visto che tutti hanno provato a vincere la partita, nessuno si è tirato indietro. Mi è sembrata più una mancanza di leadership, il playmaker deve mettere tutti gli altri nelle condizioni ideali. Il coach è quello giusto. Lavora nel modo ideale chiedendoci l’intensità da cui una squadra che è 8 vinte e 14 perse non può prescindere. Abbiamo poco spazio per gli errori, dobbiamo essere concentrati”.
Parla anche della sua vita. Warren fuori dal parquet? “Un uomo di famiglia, passo il tempo in casa con mia fidanzata e mia figlia di un anno. Il basket occupa quasi tutto il mio tempo. Gli allenatori mi hanno sempre consigliato di trovarmi un hobby. Sto pensando di seguire un corso di barbiere per poi aprire un negozio quando smetterò. Mi piacerebbe anche fare il coach, come mia mamma che ha giocato e poi è diventata coach. Nato in Texas, stato del ‘football’, ho scelto il basket per seguire l’esempio di mia mamma”. Si pente di non essersi dichiarato al Draft dopo che era stato considerato una delle prime 10 scelte? “Non ero pronto. Nei prossimi 3-4 anni voglio progredire come giocatore per avere una chance, cominciando da questo fine stagione con la Virtus. Il club ha un’opzione per l’anno prossimo e voglio convincerlo a esercitarla per rimanere qui. Conosco la sua storia, e spero di rimanere in questa bellissima città, e giocare in una squadra competitiva per riportarla ai tempi di Ginobili”. Scarpe rosa per il cancro al seno? “Si. Lo scorso dicembre mia nonna è scomparsa per un cancro al seno. Ero molto legato a lei”.
Giocatore al cui si ispira? “Iverson, per la sua aggressività a tenacia. Oggi Lebron James. Non ho fatto la foto con lui perché non mi faccio le foto con i miei idoli. Neanche con qualcuno che potrei affrontare come avversario”.
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